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	<title>bullismo Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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	<title>bullismo Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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		<title>Cronache da un paese in difficoltà</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2024/02/05/cronache-da-un-paese-in-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 16:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capolinea di un’importante punto di scambio della zona est della capitale, dove convergono metro, Atac e Cotral (servizio locale e regionale) qualche giorno fa. Mentre una variegata umanità (lavoratori/trici, studenti) aspetta il suo autobus per ritornare a casa, tre ragazzini (a parer mio non raggiungevano 15 anni, probabilmente al primo anno di superiori) ingannano il tempo, armeggiando in maniera violenta [&#8230;]</p>
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<p>Capolinea di un’importante punto di scambio della zona est della capitale, dove convergono metro, Atac e Cotral (servizio locale e regionale) qualche giorno fa.</p>



<p></p>



<span id="more-1134"></span>



<p>Mentre una variegata umanità (lavoratori/trici, studenti) aspetta il suo autobus per ritornare a casa, tre ragazzini (a parer mio non raggiungevano 15 anni, probabilmente al primo anno di superiori) ingannano il tempo, armeggiando in maniera violenta e rumorosa sui dispositivi antincendio collocati a pochi metri;completamente presi &#8211; come quando si è dentro alle dinamiche gruppali &#8211; dalle loro “attività”, chiusi nella loro bolla, indifferenti al contesto circostante.</p>



<p>Fin dai primi attacchi (calci e pugni) alla cassetta della manichetta, serpeggiava qualche moto di fastidio in chi,suo malgrado, si ritrovava ad assistere allo “spettacolo” mentre aspettava l’autobus in ritardo. I ragazzi,intanto, rivolgevano le loro attenzioni al rubinetto, aprendolo più volte nel tentativo di bagnarsi a vicenda, inondando di acqua il marciapiede.</p>



<p>Ma quando &#8211; non paghi &#8211; in un crescendo di furore orgasmico decidono di srotolare anche la manichetta &#8211; un coro indignato di protesta (lo devo dire, esclusivamente femminile) li blocca. I ragazzi sembrano come risvegliarsi da un incantesimo, si guardano intorno increduli, abbozzano un atteggiamento di sfida poi si rendono conto della mala parata e si allontanano velocemente accompagnati da toni arrabbiati e relativi commenti.</p>



<p>A quel punto è scattato il dibattito liberatorio, catartico. Sul livello di ine/mala educazione; sulle responsabilità delle famiglie; sull’influenza negativa dei social e il pericolo di un internet senza filtri. Mentre ascoltavo, potevo toccare con mano e il disagio e la rabbia nei confronti di tali comportamenti, diffusi e “tollerati”.</p>



<p>Qualche riflessione.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>I piccoli vandali hanno potuto godere del silenzio della maggior parte delle persone presenti. Le uniche a ribellarsi, nonostante si trattasse di dispositivi di sicurezza, “salvavita” e costosi, sono state unicamente delle donne (madri a loro volta); gli altri, coetanei e uomini hanno continuato a fare scena muta anche dopo.</li><li>L’assoluta inconsapevolezza di questi giovani “eroi” della dannosità delle loro azioni; un assenza totale del concetto di bene pubblico e comune.&nbsp;</li><li>Le famiglie sembrano essere in grossa difficoltà rispetto all’educazione dei propri figli. Quantomeno, quest’azione educativa sembra non sortire effetti. Basta salire su un mezzo pubblico durante le fasce“scolastiche”per capirlo. Potrete così constatare quanto la maggior parte degli adolescenti sia indifferente al fatto che anziani, donne con bambini, adulti visibilmente stanchi da una mattinata di lavoro stiano in piedi. Sono veramente in pochi ad alzarsi e lasciare il posto. Il già citato concetto di bene comune e il rispetto dello stesso non sembra attecchire facilmente. Il senso civico carente è da sempre una delle palle al piede del nostro paese, non siamo proprio dei modelli ideali per le fasce più giovani.</li><li>La scuola, attaccata mortalmente da “riforme” scellerate che ne hanno limitato la funzione educativa e da genitori frustrati e impauriti dalle loro stesse incapacità, evidentemente non riesce più a fare la differenza, lasciando ai singoli insegnanti un ingrato compito, che anni fa era IL compito.</li><li>Il tutto, si è svolto in una stazione di scambio importante dove, giornalmente, passano migliaia di persone; una stazione che ha delle telecamere e un servizio di sicurezza. Ma le guardie erano tutte al piano inferiore ed è probabile che le telecamere non coprano tutto il perimetro e/o non vengano visionate. Questo stato delle cose non aiuta, costruisce insicurezza, incertezza; costruisce il non rispetto delle regole di convivenza civile.</li></ul>



<p>La percezione di impunità e l’assenza di controllo rispetto a determinati comportamenti “agevolano” deresponsabilizzazione e <strong><em>disimpegno morale </em></strong>(Bandura), matrice di tutti i reati di tipo socio-relazionale, bullismo in primis.</p>



<p>PierAnna Pischedda, Psicologa</p>



<p> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </p>
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		<title>Bullismo  Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/01/13/bullismo-non-e-grande-chi-ha-bisogno-di-farti-sentire-piccolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 10:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 18 febbraio &#8211; Ore 9.00-18.00 Webinar con riconoscimento MIUR   “BULLO DALL’INIZIO ALLA FINE”Riconosciamone i segnali dai banchi di scuola alla violenza in famiglia 🟢 giornata formativa di 8 ore a cura del Laboratorio del Possibile in collaborazione con Webhousemessina ✅ Costo €50 È possibile pagare con carta docente Per informazioni e iscrizioni : https://lnx.webhousemessina.com/whb/bullo-dallinizio-alla-fine-riconosciamone-i-segnali-dai-banchi-di-scuola-alla-violenza-in-famiglia/ Il corso è un [&#8230;]</p>
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<p>Sabato 18 febbraio &#8211; Ore 9.00-18.00</p>

<p>Webinar con riconoscimento MIUR</p>

<p> </p>

<p>“BULLO DALL’INIZIO ALLA FINE”<br />Riconosciamone i segnali dai banchi di scuola alla violenza in famiglia<br /><br />🟢 giornata formativa di 8 ore a cura del Laboratorio del Possibile in collaborazione con Webhousemessina</p>

<p><br />✅ Costo €50</p>

<p><br />È possibile pagare con carta docente</p>

<p>Per informazioni e iscrizioni :<br /><br /><a href="https://lnx.webhousemessina.com/whb/bullo-dallinizio-alla-fine-riconosciamone-i-segnali-dai-banchi-di-scuola-alla-violenza-in-famiglia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://lnx.webhousemessina.com/whb/bullo-dallinizio-alla-fine-riconosciamone-i-segnali-dai-banchi-di-scuola-alla-violenza-in-famiglia/</a></p>

<p></p></div></div></div></div></div></div></div></div></section></div></div></div> <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/01/13/bullismo-non-e-grande-chi-ha-bisogno-di-farti-sentire-piccolo/#more-1012" class="more-link elementor-more-link"><span aria-label="Continua a leggere Bullismo  Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo">(altro&hellip;)</span></a><p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/01/13/bullismo-non-e-grande-chi-ha-bisogno-di-farti-sentire-piccolo/">Bullismo &lt;br/&gt; Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
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		<title>Il piacere maschile questo sconosciuto (5)</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/11/17/il-piacere-maschile-questo-sconosciuto-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 19:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prendo spunto dall’ennesimo, atroce, fatto di cronaca che ha come vittima un donna, per ritornare sull’argomento “piacere maschile”.  Stavolta l’orrore arriva dall’India e il crimine è stato perpetrato su una minorenne.&#160; In realtà, di crimini (e per numero e per tipologia) possiamo riscontrarne diversi, ma tutti riconducibili alla stessa radice: le condotte maschili nel perseguimento del proprio piacere sessuale. Una [&#8230;]</p>
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<p>Prendo spunto dall’ennesimo, atroce, fatto di cronaca che ha come vittima un donna, per ritornare sull’argomento <em>“piacere maschile”.</em> </p>



<span id="more-904"></span>



<p>Stavolta l’orrore arriva dall’India e il crimine è stato perpetrato su una minorenne.&nbsp;</p>



<p>In realtà, di crimini (e per numero e per tipologia) possiamo riscontrarne diversi, ma tutti riconducibili alla stessa radice: le condotte maschili nel perseguimento del proprio piacere sessuale.</p>



<p>Una 16enne, già fuggita da un marito violento (sposato a 13 anni) e da un altrettanto padre, “viveva” in una stazione di bus in balia di altri aguzzini, costretta – nell’arco di due anni – a prostituirsi ogni giorno, ad essere violentata da centinaia di uomini. &nbsp;</p>



<p>Violenza domestica e assistita, sposa bambina, violenza sessuale e di gruppo, sfruttamento, sequestro di persona, questo è stato l’universo esperienziale di questa povera ragazza.&nbsp;</p>



<p>Grazie all’uomo e a una sessualità che proprio non ne vuole sapere di riconoscere nell’altr* un soggetto alla pari.&nbsp;</p>



<p>Grazie a modalità comportamentali che evidenziano l’incapacità/rifiuto di vedere il possibile partner come portatore degli stessi desideri, mentre è lampante la pervicacia nel considerare lo stesso come mero strumento per le necessarie pratiche “fisiologiche”; di piacere (che sa di psicopatia); come esercizio di potere su una proprietà che non ha diritti.&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Non si parla, di mostri isolati, si parla di milioni di maschi che trasversalmente, in tutto il mondo (evoluto o no) sembrano essere rimasti (evolutivamente parlando) a milioni di anni fa.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Prostituzione (femminile, maschile, minori e adulti);</li><li>Pedofilia;</li><li>Spose bambine;</li><li>Infibulazione;&nbsp;</li><li>Turismo sessuale;</li><li>Violenza sessuale e di gruppo;</li><li>Tutto il corollario delle molestie;</li></ul>



<p>Che cosa hanno a che fare questi crimini con il piacere?</p>



<p>Inquietante? Sconfortante? Inaccettabile?</p>



<p>Lascio a voi trovare gli aggettivi che ritenete più adatti.</p>



<p>Pieranna Pischedda</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>Il piacere maschile questo sconosciuto (4)</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/09/21/il-piacere-maschile-questo-sconosciuto-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 10:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni, un meme che impazza sui social riaccende i riflettori (semmai si fossero spenti) sui complicati rapporti uomo-donna. Nella foto in questione, si vede un signore trascinare per un piede una malcapitata che, nel tentativo di opporsi, lascia dei solchi nella sabbia. La location è una spiaggia di uno dei tanti “paradisi in terra”; una scena tipo Adamo [&#8230;]</p>
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<p>In questi giorni, un meme che impazza sui social riaccende i riflettori (semmai si fossero spenti) sui complicati rapporti uomo-donna.</p>



<span id="more-891"></span>



<p>Nella foto in questione, si vede un signore trascinare per un piede una malcapitata che, nel tentativo di opporsi, lascia dei solchi nella sabbia. La location è una spiaggia di uno dei tanti “paradisi in terra”; una scena tipo Adamo ed Eva, esasperata ma, con un po’ di fantasia, potenzialmente divertente. Ad esempio, avrebbe potuto essere la pubblicità di un centro estetico per unghie, l’immagine, però, comprendeva il seguente commento:</p>



<p><strong>Dopo150 euro di cena, 20 euro di rose, 35 euro di taxi, ti dice “ho mal di testa”.</strong></p>



<p>Una frase emblematica, trita e ritrita, per certi versi ridicola ma, per un numero considerevole di persone (si vedano i commenti al post) veritiera. Perché, questa storia che la donna &#8211; affinché conceda le sue grazie–bisogna pagarla, è dura a morire ed è lì a dimostrare che la strada è ancora lunga.</p>



<p>Trovo il tutto molto avvilente. Di fatto,la negazione della (e il diritto alla) sessualità femminile e del suo piacere: ergo, questo, non sarebbe legato all’atto sessuale (e alla performance della coppia), ma alla gratificazione data dal fatto che l’uomo ti sceglie, ti dedica del tempo (che, si sa, è prezioso) …e spende.</p>



<p>Vi sfido a trovare nella frase citata un barlume di dubbio e di (eventuale) autocritica. In realtà, sappiamo perfettamente che, se un uomo e una donna (senza vincoli di parentela, amicizia, lavoro) si danno appuntamento per passare del tempo insieme, il motivo è chiaro: si piacciono o pensano di piacersi.</p>



<p>Chiaro, ma non automatico.</p>



<p>Le variabili in grado di impedire un “approfondimento” della conoscenza seduta stante, possono essere svariate e valide per entrambe le parti.</p>



<p>Eventualmente, quest’ultime, dovrebbero chiedersi cosa non abbia funzionato e verificare le condizioni per un ulteriore appuntamento.</p>



<p>Invece no. Invece sono in molti a pensare che sia il pagamento della serata a suggellare il tacito accordo, non l’eventuale scocco della “scintilla”. Però, se una fetta di popolazione (quasi tutti uomini) pensa, che condizione necessaria e sufficiente per una congiunzione carnale non debba essere l’attrazione reciproca, esattamente, quale dovrebbe essere?</p>



<p>Pieranna Pischedda&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>La rete di Minerva</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/06/05/la-rete-di-minerva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2021 10:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo combinato “La forza delle donne” in un “laboratorio del possibile” dal quale, “le donne in movimento per i loro diritti”, possano congiungersi a “luna e sole”.</p>
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 forza delle donne” in un “laboratorio del possibile” dal quale, “le 
donne in movimento per i loro diritti”, possano congiungersi a “luna e 
sole”.</span></p></div>
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		<title>Il piacere maschile questo sconosciuto (3)</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/05/17/il-piacere-maschile-questo-sconosciuto-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 08:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costretta a prostituirsi per ripagare un debito del fidanzato:due arresti e tre denunce. Sequestrata, privata del telefono per non chiedere aiuto, picchiata e costretta a prostituirsi per “ripagare” un debito, tra l’altro, non suo. Accade ad Ostia. I criminali avevano pubblicato su un sito on line le sue foto e trattavano con i “clienti”tariffe e “prestazioni”. Liberata grazie ad una [&#8230;]</p>
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<p><strong>Costretta a prostituirsi per ripagare un debito del fidanzato:due arresti e tre denunce.</strong></p>



<p>Sequestrata, privata del telefono per non chiedere aiuto, picchiata e costretta a prostituirsi per “ripagare” un debito, tra l’altro, non suo.</p>



<span id="more-842"></span>



<p>Accade ad Ostia. I criminali avevano pubblicato su un sito on line le sue foto e trattavano con i “clienti”tariffe e “prestazioni”.</p>



<p>Liberata grazie ad una segnalazione anonima (forse un<em> cliente</em> pentito?)</p>



<p>Uno dei tanti, innumerevoli crimini, che anche adesso mentre scrivo, si stanno compiendo in tutto il mondo.</p>



<p>Ma non voglio parlare dei criminali che la tenevano prigioniera, voglio parlare invece del perché. Del fatto che ci sia una domanda, un <strong>mercato</strong> &#8211; il cui volume di affari ricorda una finanziaria – che autorizza, agli occhi di personaggi privi di scrupoli (per usare un eufemismo)azioni di questo genere.</p>



<p>Torniamo, ancora una volta, a parlare di piacere maschile.</p>



<p>Un “rapporto” (chiamiamolo così) con una prostituta ha una durata media di 15 minuti, quasi sempre in una scomoda macchina. Esistono anche situazioni tra le quattro mura, appartamento privato, centro massaggi, bordelli illegali, più comodi (e più cari), per non parlare del fenomeno escort e di quei locali notturni che hanno soppiantato il vecchio night.</p>



<p>Un vero e proprio <strong><em>universo parallelo</em></strong> che mette plasticamente in risalto le contraddizioni e le problematiche dell’uomo nei confronti della sessualità e del sesso condiviso. Perché, è chiaro, in queste situazioni di condiviso non c’è proprio niente (a meno che non vogliamo credere alle favole).</p>



<p>Cosa spinga un uomo ad intrattenersi sessualmente con una sconosciuta e come possa chiamare “piacere” un atto eseguito meccanicamentee –per quanto riguarda l’altra parte -senza nessun tipo di coinvolgimento, non è ancora dato sapere (ma noi non disperiamo).</p>



<p>Sappiamo, però, che loro per primi sanno che non è qualcosa di cui andare fieri. Per questo, hanno sentito la necessità di etichettare questa prassi come,</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il “mestiere più antico del mondo”;</li><li>la prostituta “una professionista” che elargisce “prestazioni” (senza fattura);</li><li>loro stessi come dei semplici, bravi, “clienti” che pagano.</li></ul>



<p>Che per gli uomini (non tutti, ma visto il volume degli affari non possiamo certo pensare che siano in maggioranza) questo aspetto della loro sessualità sia un argomento “spinoso”, da ignorare, lo dimostra il fatto che pur sapendo, oramai da tanti anni, che le “professioniste” a cui si rivolgono siano, in realtà,vittime della tratta di esseri umani, delle vere e proprie <strong>schiave</strong> che hanno passato (e passano) l’inferno (rapimenti, torture, violenze, ricatti…) a loro poco importa (o fanno finta di niente).&nbsp; Non vengono neanche sfioratidal fatto di essere loro la causa di quegli atroci delitti; di essere loro i principali finanziatori/sostenitori di queste organizzazioni criminali.</p>



<p>Trincerati dietro la figura di cliente, passano e consumano la propria esistenza senza il minimo dubbio, senza pensare che, forse, il vero piacere sessuale sia altro e non quella <strong><em>masturbazione con l’ausilio di uno strumento animato</em></strong>.</p>



<p>Pieranna Pischedda&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>Il piacere maschile questo sconosciuto (2)</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/05/10/il-piacere-maschile-questo-sconosciuto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 08:29:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prendo spunto dalla notizia che il Sudan, ha messo (finalmente) al bando l’orrore delle mutilazioni genitali femminili per parlare del piacere maschile. In breve, detta pratica,che può essere parziale o totale, riguarda l’asportazione delle labbra interne, delle labbra esterne e del clitoride. Tale atto criminale viene motivato come volto a garantire “l’onore della famiglia e le prospettive nel matrimonio” (F. [&#8230;]</p>
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<p>Prendo spunto dalla notizia che il Sudan, ha messo (finalmente) al bando l’orrore delle mutilazioni genitali femminili per parlare del piacere maschile.</p>



<p>In breve, detta pratica,che può essere parziale o totale, riguarda l’asportazione delle labbra interne, delle labbra esterne e del clitoride.</p>



<span id="more-833"></span>



<p>Tale atto criminale viene motivato come volto a garantire “l’onore della famiglia e le prospettive nel matrimonio” (F. Mancuso, 2 maggio 2020).</p>



<p>Non voglio soffermarmi sulle (gravi) conseguenze mediche (infezioni, infertilità, complicazioni durante il parto), intendo invece parlare delle conseguenze sul piacere sessuale femminile, che viene praticamente cancellato e di un atto sessuale che assume –da quel momento &#8211; la connotazione di dolore.</p>



<p>E veniamo al punto.</p>



<p>L’intento (trito e ritrito), è quello di eliminare alla radice, qualsiasi “fremito di indipendenza” (e il piacere lo è) che potrebbe sfuggire al controllo dell’uomo. Con la mutilazione dei genitalila donna, di fatto, perde lo status di soggetto e diventa un mero oggetto/strumento: dipiacere (ma non il suo) e di procreazione.</p>



<p>A questo punto si aprirebbero praterie di discussione, che richiederebbe ben altro che un misero articolo come questo. Ma voglio ugualmente dare il mio (piccolo) contributo con una riflessione e domanda finale.</p>



<p>In realtà, detta, aberrante, pratica, è solo una delle tante versioni (probabilmente la più esasperata e cruenta), messe in atto, nei confronti della libertà e dell’autodeterminazione del genere femminile, nel corso dei secoli. Se andiamo indietro negli anni potremmo facilmente rintracciare amenità di questo genere anche nelle nostre società “progressiste” e occidentali. La prima che mi viene in mente, ad esempio, è quell’umiliante esibizione (in voga fino a qualche decennio fa) delle lenzuola macchiate di sangue dopo la prima notte di nozze, a certificare l’illibatezza perduta della sposa e quindi l’onore (salvo) del consorte e della famiglia.</p>



<p>Il fattore, comune denominatore, di queste belle imprese è dovuto allo status sociale, legale e culturale della donna, intesacome<em>proprietà</em> di un uomo (del padre, di un fratello, prima, di un marito e della famiglia di lui, dopo). Proprietà, che non ha diritto a spazi di autonomia e indipendenza (se non concessi dal proprietario di turno) tantomeno quelli, “incontrollabili”, del piacere sessuale.</p>



<p>Qui sotto, alcuni dei dettami“storici” (alcuni perdurano) imposti alle donne, che determinavano il loro essere “perbene” o no agli occhi dell’uomo e, in seconda battuta, della comunità:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>non puoi essere esperta nell’arte amorosa;</li><li>non puoi provare piacere al di fuori dell’atto sessuale tantomeno avere fantasie che esulano dallo stesso;</li><li>puoi desiderare ma non troppo, non sta bene e fa pensare che ti piace l’atto in sé stesso;</li><li>non puoi chiedere e/o pretendere il piacere, è privilegio/competenza dell’uomo (non vogliamo mica fargli venire l’ansia da prestazione);</li><li>devi attenerti ai tempi dell’uomo (nel caso, si consiglia di fingere);</li><li>devi accettare il dolore causato da un rapporto privo di piacere, il tuo piacere non è un diritto, anzi;</li></ul>



<p>A questo punto del discorso, la domanda (anzi due) sorge spontanea:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Esattamente, in cosa consisterebbe il piacere maschile eterosessuale, dal momento che la partner – rispetto alle caratteristiche richieste – dovrebbe assomigliare più ad una bambola inanimata che a un essere umano?</li></ol>



<p>E, come dovrebbe esplicitarsi, per gli stessi, il piacere femminile (fermo restando che che le donne ne abbiano diritto)?&nbsp;</p>



<p>Pieranna Pischedda&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>Il piacere maschile questo sconosciuto (1)</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/05/03/il-piacere-maschile-questo-sconosciuto-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 09:20:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Mia figlia era ubriaca, quelli sono bravi ragazzi”. Questo virgolettato viene attribuito al padre di una ragazza che, a Trapani, ha denunciato quattro giovani per violenza sessuale, perpetrata durante una festa. Il signore in questione, si sarebbe anche presentato in questura &#8211; in compagnia degli stessi presunti autori del reato &#8211; per delegittimare la versione della figlia. L’ennesimo episodio di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“Mia figlia era ubriaca, quelli sono bravi ragazzi”. Questo virgolettato viene attribuito al padre di una ragazza che, a Trapani, ha denunciato quattro giovani per violenza sessuale, perpetrata durante una festa. Il signore in questione, si sarebbe anche presentato in questura &#8211; in compagnia degli stessi presunti autori del reato &#8211; per delegittimare la versione della figlia.</p>



<span id="more-824"></span>



<p>L’ennesimo episodio di (presunta) violenza di gruppo che impone alcune riflessioni/interrogativi.</p>



<p>Innanzitutto, constatiamo la classica, doppia, lettura:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>“Era ubriaca.”</em> Lo stato di ubriachezza, contemporaneamente indicato come colpa (una donna, si sa, non dovrebbe bere) e come “disponibilità&#8221; (se una donna beve è in cerca di “altro”).</li><li><em>“Quelli sono bravi ragazzi.”</em> La stessa condizione di alterazione alcolica, invece, rappresenta un attenuante e una giustificazione per i baldanzosi e gaudenti giovanotti.</li><li>Il gruppo. In quattro, si possono fare tante cose. Per rimanere nel campo dei passatempi, ad esempio, si può giocare a biliardino, a beach volley, a bocce: si gioca con l’ausilio di un oggetto (palla, pallina, boccia) altrimenti inerte. Nel caso del suddetto rapporto a cinque (4+1), i giovani virgulti, avrebbero avuto bisogno del consenso da parte dell’oggetto (e, almeno in teoria, soggetto) del divertimento: a meno che non fosse proprio lo stato di costrizione ad esserlo. In questo caso, il divertimento sarebbe rappresentato dalla co-partecipazione ad un reato (grave) contro la persona (ma sono bravi ragazzi).</li></ul>



<p>Mi chiedo, a questo punto, cosa possa spingere quattro individui in (a questo punto presunta) salute e con un orientamento (almeno quello ufficiale) sessuale etero a compiere e condividere un rapporto sessuale ottenuto con la forza.</p>



<p>Esattamente, condividere cosa? In un rapporto sessuale il piacere dovrebbe essere equamente distribuito fra i consenzienti attori tutti.</p>



<p>Nel nostro caso, precisamente, cosa spartiscono i quattro compari?</p>



<p>Dovremmo chiedercelo più spesso e pretendere risposte, perché in esse è il nocciolo della questione.</p>



<p>Che non ha niente a che vedere con l’attrazione e il desiderio, almeno non quello nei confronti della donna.</p>



<p>Pieranna Pischedda&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>



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		<title>Breve storiella morale</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/04/27/breve-storiella-morale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 16:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di cinque mesi dall’accaduto vorrei ritornare e ribadire alcune cose, in merito al fatto di cronaca che vedeva coinvolta l’insegnante licenziata, dopo essere stata vittima di revenge porn da parte del suo ex e relativi compagni di spogliatoio. Per chi avesse problemi a ricordare, in breve, i protagonisti: un branco di conigli (che ossimoro) alcuni celibi, alcuni sposati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>A distanza di cinque mesi dall’accaduto vorrei ritornare e ribadire alcune cose, in merito al fatto di cronaca che vedeva coinvolta l’insegnante licenziata, dopo essere stata vittima di revenge porn da parte del suo ex e relativi compagni di spogliatoio.</p>



<span id="more-816"></span>



<p>Per chi avesse problemi a ricordare, in breve, i <strong>protagonisti</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>un branco di conigli (che ossimoro) alcuni celibi, alcuni sposati (e padri), che si diverte condividendo trofei (fanno così anche gli psicopatici seriali) di “caccia”; anni fa potevano essere slip &#8211; e altre amenità &#8211; della (inconsapevole) preda, attualmente foto e video intime da inviare e condividere con sterminate platee social.</li><li>un gregge di iene (altro ossimoro), sposate e/o fidanzate con questi eroi.</li><li>La vittima, una ragazza colpevole di essersi innamorata di un individuo che si è poi rivelato essere ben poco degno di stima (per usare un eufemismo).</li></ul>



<p><strong>Il fatto.</strong></p>



<p>Il gregge, una volta venuto a conoscenza dell’impresa (<strong>reato</strong>) del conigliesco branco, probabilmente spaventato delle conseguenze, sicuramente arrabbiato e ferito da tale comportamento,decide, in un capolavoro di <em>Negazione </em>e <em>Spostamento </em>(celeberrimi meccanismi di difesa freudiani)che, a pagare, debba essere la vittima incolpevole (ma facile capro espiatorio) delle gesta dei loro ominicchi.</p>



<p>Come? Contribuendo in prima persona ad infangare la stessa ovvero divulgando ulteriormente (<strong>reato</strong>) il video dello “scandalo” prima e &#8211; in un secondo momento &#8211; chiedendone la condanna (il licenziamento) sulla pubblica piazza.</p>



<p>Ed ecco le riflessioni:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Mi auguro che &#8211; prima o poi &#8211; qualcuno si prenderà la briga di studiare (in primis se esiste) e di spiegarci il piacere maschile. Attualmente, lo stesso apparepiù legato alla narrazione del gesto (da condividere col gruppo dei pari) piuttosto che al piacere reciproco (e contemporaneo) dei due attori in causa;</li><li>Piacerebbe sapere se è presente, almeno in una certa percentuale dell’universo maschile, la concezione di un atto sessuale come piacere voluto, reciproco e condiviso;</li><li>Quanto al gregge di iene, dispiace constatare comela completa assenza di autostima (nel migliore dei casi), l’incapacità di chiedere (a sé stesse) di più che una semplice presenza o fattispecie di uomo al proprio fianco, abbia portato non solo a chinare la testa, metterla sotto la sabbia e/o fare finta di niente ma, per l’ennesima volta, ad affiancare il e farsi a loro volta carnefice. Per quanto ancora dovremo assistere a queste ignominie?</li></ul>



<p>Ps. Nel frattempo, il nostro eroe (prode divulgatore seriale), davanti al giudice ha subito perso la sua baldanza e ha implorato la “messa alla prova” ed è di qualche tempo fa la notizia della condanna della direttrice scolastica, rea di avere istigato a divulgare ulteriormente il video incriminato al fine di motivare il licenziamento della vittima.</p>



<p>Niente, ma proprio niente, di cui andare fieri.</p>



<p>Pieranna Pischedda</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>Il disimpegno morale</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2021/04/23/il-disimpegno-morale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 14:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prendo spunto dall’ennesimo, grave, episodio di bullismo giovanile &#8211; con tanto di video “navigante” sui social (oramai un must) – con protagoniste delle dodicenni che si accaniscono con calci e pugni su una loro coetanea disabile. Non entro nel merito della (grave) vicenda, mala stessa mi dà il La per parlare del disimpegno morale, un costrutto di Albert Bandura e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Prendo spunto dall’ennesimo, grave, episodio di bullismo giovanile &#8211; con tanto di video “navigante” sui social (oramai un <em>must</em>) – con protagoniste delle dodicenni che si accaniscono con calci e pugni su una loro coetanea disabile.</p>



<span id="more-812"></span>



<p>Non entro nel merito della (grave) vicenda, mala stessa mi dà il <em>La</em> per parlare del <strong><em>disimpegno morale</em></strong>, un costrutto di Albert Bandura e della sua Teoria Socialcognitiva (1986).</p>



<p>Il “<em>disimpegno morale</em>”, rappresenta “<em>l’insieme dei dispositivi cognitivi interni, socialmente appresi e costruiti, che liberano l’individuo da sentimenti di autocondanna &#8211; lesivi per l’autostima &#8211; nel momento in cui viene meno il rispetto delle norme.”</em> Nello specifico, unadiminuzione del “senso di responsabilità individuale”, molto frequente nei gruppi, soprattutto quelli di medie e grandi dimensioni. Una sorta di “salvacondotto ad agire” per cui, il soggetto, si autogiustifica e disattiva il controllo sul comportamento, mettendosi, così, al riparo da sentimenti di colpa e di vergogna.</p>



<p>Il disimpegno morale, permette, quindi &#8211; quando si è in presenza del “capro espiatorio del momento” -di “sfogarsi” (insieme al resto del gruppo) sullo stesso,senza che nessuno possa sentirsi minimamente responsabile.</p>



<p>L’abbassamento generale della <em>responsabilità, </em>tra l’altro, per cui “nessuno colpevole tutti innocenti” spiega anche la frequente assenza di difensori della vittima.</p>



<p>Queste situazioni non sono esclusive del mondo giovanile, ma sono presenti a pieno titolo nella vita sociale degli adulti (un gruppo di tifosi, gruppi social, chat…).</p>



<p>Sono, questi, contesti che non esito a definire potenzialmente dannosi e non solo per chi li subisce: la temporanea sospensione dei meccanismi cognitivi &#8211; deputati al controllo e riconoscimento delle nostre condotte sociali &#8211; ci espone al rischio dell’agire comportamenti suscettibili di conseguenze gravi e irreparabili, tali da cambiare per sempre il corso dell’esistenza e di chi ne è stato oggetto e di chi li ha agiti.</p>



<p>Questo costrutto, spiega in parte anche la facilità e la leggerezza con cui TUTTI (o quasi) condividiamo e commentiamo nelle chat e nei vari social, i post che riguardano la vita privata e intima di persone (conosciute e sconosciute), senza pensare minimamente alle eventuali conseguenze.</p>



<p>PierAnnaPischedda</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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