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	<title>abolizionelegge54 Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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	<title>abolizionelegge54 Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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		<title>Genitore preferito, genitore rifiutato…pater familias</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 14:55:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando una coppia di genitori si separa, i figli si trovano immediatamente nell’occhio del ciclone.&#160; Innanzitutto, due coniugi/compagni che si lasciano non smettono &#8211; per incanto &#8211; di essere genitori anzi.&#160; In realtà, questo succede molto spesso ed è per certi versi sorprendente constatare come la capacità genitoriale non vada di pari passo con la capacità di procreare.&#160; Generalizzare questo [&#8230;]</p>
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<p>Quando una coppia di genitori si separa, i figli si trovano immediatamente nell’occhio del ciclone.&nbsp;</p>



<p>Innanzitutto, due coniugi/compagni che si lasciano non smettono &#8211; per incanto &#8211; di essere <strong>genitori </strong>anzi.&nbsp;</p>



<span id="more-1107"></span>



<p>In realtà, questo succede molto spesso ed è per certi versi sorprendente constatare come la capacità genitoriale non vada di pari passo con la capacità di procreare.&nbsp;</p>



<p>Generalizzare questo tipo di situazioni raramente è la cosa giusta, però è possibile affermare che per i “componenti” generati dall’unione dei separandi, la fine del menage familiare rappresenti un evento che ha tutte le caratteristiche di un trauma. &nbsp;</p>



<p>E’ altrettanto vero che – proprio per questo – gli adulti dovrebbero continuare ad esercitare una funzione genitoriale scevra da eventuali dinamiche conflittuali presenti fra loro.</p>



<p>Mettiamo da parte il libro dei sogni e veniamo al dunque.</p>



<p>Il tema è ricorrente: il collocamento e l’affido dei figli.&nbsp;</p>



<p>Sorvoliamo tutte quelle situazioni dove i genitori (magari con grande sforzo) marciano ancora uniti riguardo al “bene supremo dei figli” e si accordano.&nbsp;</p>



<p>Concentriamoci invece su quelle situazioni in cui i figli diventano un “bene” conteso, da spartire – nel migliore dei casi &#8211; in maniera “salomonica” andando incontro ai desideri/bisogni degli adulti, a dispetto delle necessità dei minori.</p>



<p>L’esperienza ci insegna che solitamente i figli, soprattutto di una determinata fascia d’età, fantasticheranno per molto tempo il ricongiungimento della coppia, anche di fronte ad un evidente nuova “presenza” al fianco di uno o di entrambi.</p>



<p>A fronte di tutto questo, ci chiediamo come sia possibile invece (ed è la prassi) non dare il giusto valore alla volontà dei figli di vivere prevalentemente con uno di loro o quando – addirittura – c’è il rifiuto dell’altro?</p>



<p>Da almeno 15 anni, nei tribunali italiani – a dispetto di leggi e convenzioni internazionali – non solo viene negato al minore lo status di soggetto di diritto, con pensieri e volontà propria, ma la lettura che si fa del rifiuto è sempre e solo una: i figli sono stati manipolati e indotti ad alienare il genitore.&nbsp;</p>



<p>Il manipolatore? Ovvio: l’altra parte della (ex) coppia, la madre (non si hanno notizie di padri alienanti).&nbsp;</p>



<p>Un’anomalia, questa, che si va ad aggiungere ad altre nostre “peculiarità”, come il record di denunce archiviate per violenza domestica e le condanne internazionali sulle inadeguatezze/incapacità dei nostri Tribunali di “riconoscere” alcuni specifici reati (violenza domestica; sessuale; abusi; maltrattamenti; pedofilia). &nbsp;</p>



<p>Ma diamo un’occhiata al frutto del lavoro di studiosi e ricercatori. &nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Le ricerche dimostrano che i figli hanno un genitore preferito, tale sulla base di una serie di considerazioni personali formatesi nell’arco della loro vita. La scelta del genitore da parte del bambino avverrebbe su criteri di “merito”. Nello specifico, la presenza reale e sostanziale (nel corso degli anni) nella quotidianità, negli avvenimenti emotivamente significativi per il minore. I figli non vorrebbero e non dovrebbero mai trovarsi di fronte a tale scelta ma quando non è possibile fare altrimenti la stessa andrebbe rispettata. Preferire vivere con un genitore non significa assolutamente non amare l’altro, molto più semplicemente, non hanno il dono dell’ubiquità e non possono scindersi.&nbsp;</li><li>Ergo, quando un figlio rifiuta un genitore si dovrebbero indagare adeguatamente le motivazioni sottostanti e non liquidarle – di default – come mero tentativo di alienazione parentale (che andrebbe provata non solamente dichiarata) …e se ne dovrebbe chiedere conto al rifiutato. Sempre i dati (non le fantasie) ci dicono che dietro il rifiuto di un figlio, quasi sempre si nasconde un maltrattante, un abusante o nella migliore delle ipotesi, un genitore assente.&nbsp; Evidentemente, questo non sembra rivestire particolare importanza per gli “addetti ai lavori”. In questo contesto, il rischio che si consegnino vittime innocenti nelle mani di orchi o di genitori inadeguati è altissimo.&nbsp;</li><li>Al contrario, si preferisce la soluzione più “economica”, scaricare le colpe sul genitore accudente, definito via via “ostativo”, “malevolo” “simbiotico” (la lista di definizioni è lunga); nei casi in cui non ci si può appigliare a nient’altro anche “troppo capace”.&nbsp;</li></ul>



<p>Dulcis in fundo, l’interpretazione distorta della legge 54/2006 sull’affido condiviso ha seriamente compromesso lo stato di diritto di donne e bambini, riportando indietro questo paese ai tempi del <em>“pater familias”, </em>titolare delle potestà su persone e cose.&nbsp;</p>



<p>Se però vogliamo intestare tale disastro esclusivamente alla patologia del sistema (o alle mancanze di qualcuno) siamo ben lontani dalla soluzione.</p>



<p>E’ la politica il mandante, il sistema (e la rete di complicità che lo supporta) è solo l’esecutore.&nbsp;</p>



<p>Trattasi di un determinato progetto politico: ripristinare attraverso la sistematica compressione dei diritti un modello familiare in cui la donna deve ritornare al suo ruolo “naturale” di madre e moglie (vedi <strong><em>angelo del focolare</em></strong>). Una donna dipendente economicamente dal coniuge, chiamata ad accudire la famiglia e &#8211; più in là &#8211; ad assistere gli anziani genitori di entrambi.</p>



<p>Il tentativo – a suo tempo scongiurato– di chiudere il cerchio con il disegno di legge 735, più noto come decreto Pillon, ne è la prova.</p>



<p>Ci riproveranno.&nbsp;</p>



<p>Lo stanno già facendo, con la complicità di una marea di ancelle a cui è stato concesso di pasteggiare ai tavoli del potere.</p>



<p>Per noi rane è tempo di uscire dalla comfort zone…prima che sia troppo tardi, prima dell’ebollizione.</p>



<p>Fino a quel momento, #siamotutteinpericolo &nbsp;</p>



<p>Pieranna Pischedda, Psicologa</p>



<p></p>



<p>                         </p>
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		<title>Lo strano caso dei prelievi coatti e TSO</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/11/15/lo-strano-caso-dei-prelievi-coatti-e-tso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 20:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il trattamento sanitario obbligatorio è un intervento caratterizzato da motivata necessità ed urgenza. Deve essere disposto dal Sindaco del comune in cui il soggetto si trova e in presenza di due certificazioni mediche motivate, una delle quali appartenenti al servizio pubblico (solitamente Psichiatria della ASL).  Trattasi di un provvedimento da utilizzare con cautela e con cognizione di causa in quanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il trattamento sanitario obbligatorio è un intervento caratterizzato da motivata necessità ed urgenza. Deve essere disposto dal Sindaco del comune in cui il soggetto si trova e in presenza di due certificazioni mediche <strong>motivate,</strong> una delle quali appartenenti al servizio pubblico (solitamente Psichiatria della ASL). </p>



<span id="more-1105"></span>



<p>Trattasi di un provvedimento da utilizzare con cautela e con cognizione di causa in quanto rappresenta una privazione della libertà del cittadino.&nbsp;</p>



<p>Ergo, come si concilia tutto questo con l’uso e l’abuso che ne viene fatto &#8211; sulla pelle di minori e madri &#8211; nell’occasione dei prelievi coatti eseguiti in nome del diritto del minore alla bi-genitorialità?</p>



<p>Voglio essere più chiara: com’è possibile che a delle persone <strong>sane</strong> e <strong>non in pericolo</strong> venga praticato un intervento riservato a situazioni straordinarie (crollo psicotico, minaccia di suicidio, crisi di astinenza) e gravi?&nbsp;</p>



<p>Se, tra chi legge, c’è chi non ha ancora visto (o non sa) un video su quello che succede (in casa, a scuola, addirittura in ospedale) lo/a invito a farlo; deve solo andare su youtube e digitare.&nbsp;</p>



<p>Sentirete le urla strazianti e disperate di poveri innocenti che vengono portati via come se &#8211; anzi peggio – fossero dei pericolosi terroristi di hamas (o nostrani mafiosi) da agenti in borghese con la pistola; agenti in divisa; assistenti sociali; personale sanitario delle ambulanze.&nbsp;</p>



<p>Stesso discorso per le madri (qualcuna è stata anche ammanettata e denunciata), nonni e conoscenti che cercano di opporsi o anche solo tranquillizzare il minore riguardo a quello che sta succedendo.&nbsp;</p>



<p>Pensate un po’, almeno una decina di adulti che prelevano con violenza (magari dopo avere sfondato le porte di casa) un minore “strappandolo” alla propria vita (affetti, amicizie, sport, interessi) per consegnarlo ad una struttura (magari una di quelle nate ad hoc), isolandolo completamente dal suo presente.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;Tutto questo per garantire al “fortunato” il diritto a non perdere la relazione con il genitore da lui rifiutato.&nbsp;</p>



<p>Per il sistema deputato ad occuparsi del suo benessere, quel rifiuto è immotivato, anzi è frutto di una manipolazione da parte dell’altro genitore.&nbsp;</p>



<p><strong>Sempre.</strong></p>



<p>In casa famiglia, il minore dovrà avviare un percorso di riavvicinamento al genitore rifiutato attraverso la privazione di tutto ciò che lo possa impedire.&nbsp;</p>



<p>Lo chiamano <strong>reset</strong>, un termine che si usa con i computer.&nbsp;</p>



<p>In questo ribaltamento della realtà, non è all’adulto che si chiede di intraprendere un percorso di crescita – personale e genitoriale &#8211; al fine di acquisire nuove competenze e nuovi strumenti in grado di ricucire una relazione sfilacciata.&nbsp;</p>



<p>Certo che no, dovrà essere il minore a perdere tutto in modo da riuscire a&nbsp;</p>



<p>ri-apprezzare il poco. &nbsp; &nbsp;</p>



<p>Nel frattempo che la “scheda madre” del minore venga ripulita dai dati “nocivi”, lo stesso sviluppa sintomi importanti in seguito all’internamento forzato e per questo sottoposto a farmacologia psichiatrica.&nbsp;</p>



<p>Trattenuti contro la loro volontà; isolati da tutto e da tutte le figure di riferimento; psichiatrizzati. A questi bambini vengono negati i più elementari diritti:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>vivere con il genitore accudente;&nbsp;</li><li>la certezza e sicurezza delle mura domestiche;&nbsp;</li><li>la certezza della quotidianità e di una vita sociale.&nbsp;</li></ul>



<p><strong>Vogliamo ancora tollerare questo abominio?</strong></p>



<p>#figli strappati #madristrappate #paterfamilias #violenzaistituzionale #prelievicoatti&nbsp; #abolizionelegge54 #farerete #nonstaremozitte &nbsp;</p>



<p>Pieranna Pischedda, Psicologa                            </p>
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		<title>Legge 54 ed Effetto Lucifero</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/11/10/legge-54-ed-effetto-lucifero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 09:30:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le disposizioni in materia di affido introdotte dalla legge 54, e il concetto di bi-genitorialità hanno stravolto il diritto di famiglia, modificando le procedure, attribuendo alle figure professionali coinvolte nuove competenze e nuovi strumenti. Nei fatti,un aggravio di impegni per i già oberati Servizi Sociali e un ulteriore colpo per le cronicità(investimenti economici insufficienti; carenza di risorse umane e competenze [&#8230;]</p>
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<p>Le disposizioni in materia di affido introdotte dalla legge 54, e il concetto di bi-genitorialità hanno stravolto il diritto di famiglia, modificando le procedure, attribuendo alle figure professionali coinvolte nuove competenze e nuovi strumenti.</p>



<span id="more-1094"></span>



<p>Nei fatti,un aggravio di impegni per i già oberati Servizi Sociali e un ulteriore colpo per le cronicità(investimenti economici insufficienti; carenza di risorse umane e competenze specialistiche necessarie) della macchina della giustizia.</p>



<p>Ovviamente, le risposte dell’apparato non sono state all’altezza.</p>



<p>Volendo analizzare con gli occhi della Psicologia delle Organizzazioni,possiamo affermare senza tema di smentita, che chi ha avuto la sciagura di separarsi da un coniuge – nel migliore dei casi con un brutto carattere o immaturo, nel peggiore, un violento con disturbo di personalità – ha dovuto scontrarsi conun sistema inadeguato, auto-referenziale, ottuso…e impunito.</p>



<p>Un sistema atavicamente traballante che davanti alle nuove sollecitazioni ha reagitochiudendosi a riccio, sviluppando una modalità di autodifesa di stampo massonico-corporativistico. In questo contesto, ha avuto la meglio la necessità di mascherare l’inadeguatezza (eventuale) dei componentiattraverso una sorta di protocollo non scritto,costituito da azioni e decisioni stereotipate di dubbia efficacia, anzi di indubbia inefficacia, esercitate in maniera autoritaria e spesso arbitraria.</p>



<p>In sintesi, il sistema fa quadrato attorno ai suoi singoli attori…e si autoassolve.</p>



<p>L’interpretazione distorta della legge è funzionale ai bisogni del sistema…a costo di ignorare, calpestare i diritti dei minori che – anzi &#8211; paganosulla propria pelle le inadeguatezze di chi dovrebbe proteggerli.</p>



<p>Spesso questa dimensione ci sfugge, tendiamo a denunciare le colpe del singolo, ma è su questa realtà che dovremmo più concentrarci.</p>



<p>Nel 1971 Philip Zimbardo, insieme al suo gruppo di ricerca dell’Università di Stanford, ideò un esperimento – denominato in seguito <strong><em>effetto Lucifero</em></strong> – che diventerà un cardine di questa importante branca della Psicologia.</p>



<p>Si ipotizzava l’esistenza di un insieme di fattori circostanziali e situazionali in grado di indurre persone considerate “normali” e “buone” a compiere del male e l’esperimento intendeva rilevarli.</p>



<p>Dopo una selezione &#8211; esclusisoggetti con precedenti penali e con inclinazioni alla violenza &#8211; vennero reclutati (tramite annuncio sul giornale) 24 studenti: durata prevista 15 giorni, per una paga giornaliera di 15 dollari, in un ambiente simulante una struttura carceraria.</p>



<p>Il gruppo venne diviso (tramite sorteggio) in due sottogruppi: detenuti e guardie.</p>



<p>L’esperimento venne interrotto dopo neanche una settimana, dopo che cinque dei partecipanti (del gruppo detenuti) ebbero un severo crollo emotivo a causa degli atteggiamenti violenti e sadici da parte di alcune delle “guardie”, confermando, aldilà di ogni aspettativa, l’ipotesi iniziale.</p>



<p>Ergo, la malvagità non è data solo da chi siamo, ma dipende anche dalla situazione specifica in cui ci troviamo (e dal potere che possiamo esercitare).</p>



<p>In altre parole:in presenza di determinate condizioni, un essere umano può superare (anche inconsapevolmente) il limite tra il bene e il male; compiere atti violenti e sadici verso terzi, meglio se gli stessi sono in condizioni di inferiorità e impediti nella propria difesa.</p>



<p>Adesso, chiudete gli occhi e pensate alla legge54 e al sistema che si difende.</p>



<p>Pieranna Pischedda Psicologa</p>



<p>#violenzaistituzionale #bigenitorialità #madristrappate #figlistrappati #abolirelalegge54 #farerete #nonstaremozitte</p>


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		<title>Quando il re è nudo</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/10/21/quando-il-re-e-nudo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 12:37:12 +0000</pubDate>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h3><strong>Il fatto del giorno e assist inaspettati.</strong></h3><p>Nei giorni scorsi, siamo venuti a conoscenza di due fuori onda divulgati dal programma della più grande rete commerciale nazionale che riguardavano alcune espressioni &#8211; verbali e non &#8211; di un giornalista, casualmente compagno (e padre di una minore) di vita del capo del governo.<br />A seguito di questo, la nostra Presidente del Consiglio ha sentito la necessità di prendere le distanze da ciò annunciando con un post la fine della relazione.<br />Vi chiedo però di scordare i protagonisti e vi invito a soffermarvi invece sul contenuto incriminato.<br />Lo faccio perché quello che abbiamo visto e sentito è da manuale. Sono bastati pochi minuti di “girato” per rappresentare plasticamente le molestie sul lavoro, l’arroganza e il senso di impunità di chi detiene il potere, l’omertà dell’ambiente circostante.<br />Premetto che io non seguo nessuno dei due programmi, do quindi per scontato che il materiale divulgato non abbia subito manipolazioni. In caso contrario, non cambia di una virgola il ragionamento.<br />Nel video si vede un giovanotto vanesio e piuttosto irrequieto (verbalmente e fisicamente) indirizzare le sue energie nervose in eccesso sui suoi colleghi in studio, ma in maniera particolare su una collega (di cui ignoro il ruolo nella trasmissione), rivolgendosi a lei con toni paternalistici, goliardici, canzonatori per finire in alcuni gesti poco carini e non richiesti. Mi riferisco, nello specifico, a quando il nostro eroe si avvicina notevolmente alla donna passando subitaneamente dalla distanza sociale alla distanza intima, saltando a piè pari quella sociale (secondo i dettami della Prossemica) per finire con un fastidioso contatto fisico (i due colpetti sulla testa) che di amichevole non avevano neanche l’ombra.<br />Il secondo contributo è ancora peggiore del primo.<br />Abbiamo ascoltato il triviale (reiterato) invito a partecipare a una forma poco “tradizionale” di passatempo e, ciliegina sulla torta, una forma neanche tanto velata di ricatto quando viene proposto un “do ut des” in cambio dell’inserimento in un gruppo di lavoro. Che eleganza! Che divertimento! Ma come sono spiritoso!<br />CHE SCHIFO.<br />Queste situazioni, si ripetono quotidianamente in ogni posto di lavoro quando nelle posizioni di comando troviamo disagiati in cerca di riscatto o &#8211; più semplicemente -predatori che si eccitano ad esercitare il potere nei confronti di chi non è in condizione di difendersi. Sono migliaia. Sono tanti. Sono troppi.<br />Così come le vittime.<br />E’ ora di finirla.</p><p>Pieranna Pischedda, Psicologa</p></div>
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		<title>Madri Strappate &#8211; Convegno</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/10/17/madri-strappate-convegno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 11:36:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì 12 ottobre, si è svolto, nella splendida sala del Refettorio (Palazzo San Macuto) a Roma, il XIII Congresso “Madri strappate”, organizzato dall’On. Stefania Ascari e dalla Sen. Orietta Vanin, da sempre impegnate nel contrasto alla violenza domestica e di genere, con un particolare occhio di riguardo nei confronti delle storture prodotte dalle Legge 54/2006 sull’Affido condiviso e l’aberrante pratica [&#8230;]</p>
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<p>Giovedì 12 ottobre, si è svolto, nella splendida sala del Refettorio (Palazzo San Macuto) a Roma, il XIII Congresso “Madri strappate”, organizzato dall’On. Stefania Ascari e dalla Sen. Orietta Vanin, da sempre impegnate nel contrasto alla violenza domestica e di genere, con un particolare occhio di riguardo nei confronti delle storture prodotte dalle <strong>Legge 54/2006</strong> sull’Affido condiviso e l’aberrante pratica dei prelievi coatti dei minori.&nbsp;</p>



<span id="more-1070"></span>



<p>Un punto di partenza ma anche di arrivo, che segna un passaggio di livello nell’impegno delle donne rispetto alle “mancanze” del sistema Giustizia e ai pregiudizi culturali che ne permettono il proseguo.&nbsp;</p>



<p>Una menzione particolare spetta a Imma Cusmai, la Presidente dell’associazione #Femminicidioinvita che con determinazione e lucidità è riuscita in tempi relativamente brevi a costruire &#8211; una rete di contatti e professionalità eccellenti – nonché una comunità di intenti che hanno permesso di arrivare a ciò.&nbsp;</p>



<p>L’obiettivo, chiaro, è quello di superare il livello di “denuncia” (doverosa ed essenziale) di quello che succede nei nostri Tribunali (penali, civili, dei minorenni) e la #violenzaistituzionale a cui vengono sottoposte madri e figli nel momento della separazione della coppia genitoriale. Indi, la creazione di una piattaforma di proposte atte a superare le criticità (per usare un eufemismo) di un sistema più volte condannato in sede europea per non essere in grado di riconoscere la <strong><em>violenza di genere; la violenza domestica; gli abusi e i maltrattamenti sui bambini.</em></strong></p>



<p>Noi del #IllaboratoriodelPossibileAps eravamo presenti per ascoltare ma anche per dare la nostra disponibilità al progetto, da sempre convinte della forza della <strong><em>Solidarietà</em></strong>, del <strong><em>mutuo aiuto</em></strong>, della <strong><em>Rete</em></strong>.&nbsp; &nbsp;</p>



<p>#violenzadomestica #vittimizzazionesecondaria #violenzaistituzionale #abolire_la_legge54 #farerete #nonstaremozitte #madristrappate</p>


<p><img decoding="async" width="557" height="700" src="https://www.laboratoriodelpossibile.it/wp-content/uploads/2023/10/1697458338410-557x700.jpg" alt="Locandina Convegno" loading="lazy" srcset="https://www.laboratoriodelpossibile.it/wp-content/uploads/2023/10/1697458338410-557x700.jpg 557w, https://www.laboratoriodelpossibile.it/wp-content/uploads/2023/10/1697458338410-239x300.jpg 239w, https://www.laboratoriodelpossibile.it/wp-content/uploads/2023/10/1697458338410.jpg 703w" sizes="auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px"></p><p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/10/17/madri-strappate-convegno/">Madri Strappate &#8211; Convegno</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
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		<title>Gestante, madre e genitore 2</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/04/12/gestante-madre-e-genitore-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 16:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[abolizionelegge54]]></category>
		<category><![CDATA[capacitàgenitoriale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[pariopportunità]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[sessismo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenzaistituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi tiene banco la notizia di un neonato lasciatonella “culla per la vita” diun ospedale milanese, il giorno di Pasqua. A farlo è stata sua madre, insieme ad una lettera con la quale spiegava le motivazioni che l’avevano spinta a farlo. Il fatto è diventato immediatamente virale grazie ad un comunicato dell’ospedale e ad un personaggio dello spettacolo che in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi tiene banco la notizia di un neonato lasciatonella “culla per la vita” diun ospedale milanese, il giorno di Pasqua.</p>



<span id="more-1039"></span>



<p>A farlo è stata sua madre, insieme ad una lettera con la quale spiegava le motivazioni che l’avevano spinta a farlo. Il fatto è diventato immediatamente virale grazie ad un comunicato dell’ospedale e ad un personaggio dello spettacolo che in un video-appello sui social invitava la stessa, dietro la promessa di un aiuto-sostegno economico (da parte di chi, non è chiaro, vistol’utilizzo di un generico “noi”),a ritornare sui propri passi in quanto, testuali parole “<em>il tuo bambino merita una mamma vera, non una mamma che dovrà poi occuparsene, ma non è la mamma vera.”</em></p>



<p>Ora<em>,</em> nonvoglio perdere tempo nel commentare quella che, per usare un eufemismo, ritengo una castroneria (mi riferisco al virgolettato), voglio solo utilizzare le modalità di come la vicenda è stata commentata,come spunto di riflessione.</p>



<p>Premesso che, pur non conoscendo le ragioni della donna, ho il massimo rispetto per la decisione presa, da lei ritenuta come la più giusta e adeguata alla situazione, probabilmente l’esempio più alto di amore materno.</p>



<p>Ho – come sempre – letto più di un articolo e svariati &#8211; nonché numerosi &#8211; &nbsp;post sui diversi social per farmi un’idea il più esauriente possibile indi, la cosa che più mi ha colpito in assoluto è questa:</p>



<p>Tolti i commenti di condanna, di sdegno, di pietà, di solidarietà e tutto il resto del circo social-mediatico, NESSUNO si è chiesto o ha nominato il padre del bambino, il genitore 2.</p>



<p>In un paese in cui da settimane si parla solo di “utero in affitto” (termine aberrante), di famiglie “naturali”, di mamme e di papà preventivamente procreatori e in quanto tali unici possibili, questo è sconcertante.</p>



<p>Invece no. Se ci si ferma un attimo a riflettere, è tutto schizofrenicamente normale.</p>



<p>Perché nella realtà, quella vera, quella fatta&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>di accudimento h 24;</li><li>di rinuncia (spesso per sempre) ad una vita professionale;</li><li>di presa in carico totale di una nuova vita;</li><li>di rinuncia alla propria;</li></ul>



<p>lo sappiamo benissimo, è alla donna che “spetta”.</p>



<p>Per questo, nessuno si è posto il problema se – eventualmente esistesse e/o non fosse precedentemente fuggito a gambe levate – di chiedere al genitore 2 che se ne facesse carico lui.</p>



<p>Non ci si pensa proprio, quasi quasi verrebbe da dire “non è naturale pensarlo”.</p>



<p>Certo, qualcuno potrebbe rincarare la dose citando l’<em>istinto materno </em>e quei fantastici-unici-esclusivi-totalizzanti-indimenticabili nove mesi che “legano indissolubilmente” la vita di madre e figlio,per cui ci si aspetta che una donna debba immolare tutta la sua esistenza allo stesso.</p>



<p>Non sarò certo io (non mi passa neanche nell’anticamera del cervello) a sminuire l’importanza del legame madre-figlio;voglio sottolineareinvece, come lo stesso sia stato utilizzato “culturalmente”, fino a essere trasformato in un obbligo, a cui nessuna donna può sottrarsi (almeno così è nelle intenzioni) senza sentirsi sbagliata, inadeguata, incompiuta.</p>



<p>Per non parlare di come &#8211; a livello legale e amministrativo &#8211; con la perdita del cognome di nascita al momento del matrimonio, il potere patriarcale si sia assicurato il controllo e la proprietà e della prole e della gestante (nessuno ci vede una variazione della formula,“utero in affitto”?).</p>



<p>Abbiamo a tal modo interiorizzato tale mistificazione per cui da una parte l’opinione pubblica pretendeche la donna debba essere &#8211; in primis e a prescindere–<strong><em>persempremadre</em></strong> (e moglie), dall’altra i diritti insindacabili e perpetui di un padre-marito, anche se inadeguato-assente-violento.</p>



<p>Sarà “forse” per questo, che nei tribunali si tolgono figli al genitore accudente (alias madri), per consegnarli a genitori violenti, assenti, vendicativi e rifiutati dai figli, in nome di un diritto legato alla biologia,per cui basta essere un mero procreatore piuttosto che un genitore adeguato?</p>



<p>PierAnna Pischedda Psicologa</p>



<p>#patriarcato #violenzaistituzionale #abolizionelegge54 #capacitàgenitoriale #laboratoriodelpossibile</p>



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