Dalle nostre pagine/gruppi/blog vari giornalmente disquisiamo di come siano difficili le relazioni intime tra due persone e di come assistiamo giornalmente a reati, violenze, abusi di ogni genere all’interno delle dinamiche relazionali.
Mentre stanotte mi accingevo a consegnarmi nelle braccia di Morfeo, improvvisamente il seguente pensiero ha bruscamente interrotto la liaison tra me e il dio dei sogni: “ma quali sono i criteri di selezione che ognun* di noi adotta nel fare entrare le persone nella propria vita, a livello amicale e amorosa? Come ci si ritrova a gestire personaggi poco degni se non addirittura perniciosi?
Ci siamo mai chiest* se i nostri parametri di “accettazione” siano troppo laschi dal punto di vista valoriale? Mi spiego meglio.
Per quanto mi riguarda, quando vengo a contatto con delle persone che per una serie di cause (lavoro, amicizie comuni…) potrei incontrare con frequenza, mi metto “in ascolto” per capire chi ho davanti.
Partendo dal presupposto che il tempo è prezioso e non va condiviso con personaggi che per comodità definirò “negativi”, ho elaborato (da sempre, fin dalla più giovane età) una griglia personale di selezione all’ingresso che via via si è adattata alle fasi evolutive.
Per cui gli elenchi qui sotto sono (anche) la risultanza dei miei non pochi mercoledì alle spalle.
Mentre in gioventù avrei potuto pensare di utilizzare tempo e risorse per comprendere cause ed eventualmente impegnarmi in un confronto dialettico proficuo e tendente a rimuovere gli “aspetti dolenti”, ora questo non mi passa neanche per l’anticamera del cervello: o sei dentro o sei fuori e – soprattutto – non sono la “salvatrice” di nessuno.
Detto questo, la mia griglia è formata da un livello base di parametri (vale per tutti i generi) senza i quali – una volta acclarata la presenza o mancanza – non vi è nessuna possibilità di condividere una seconda occasione. Indi per cui, nella mia vita relazionale non c’è posto per:
- Razzisti; xenofobi.
- Fascisti e ideologie simili.
- Fanatici religiosi di qualsiasi religione.
- Omofobi.
- Cacciatori.
- Tifosi ultrà.
- Adesione a schieramenti politici che presuppongono una visione della vita opposta alla mia.
- Mafiosi.
- Massoni.
Secondo livello (aspetti inizialmente poco evidenti che possono rivelarsi in itinere, ma passibili di miglioramento/superamento):
- Maschilisti inconsapevoli (che possono essere anche donne).
- Scarso senso civico ed etico.
Terzo livello (aspetti culturali e interessi).
- Rispetto per gli interessi e passatempi; no imposizioni dei rispettivi all’altro (della serie, il cine panettone te lo vai a vedere senza di me).
Livello relazione intima.
Se pensi di avviare una relazione stabile, quali sono i “paletti” di riferimento?
Una relazione stabile significa condividere quotidianità, valori, interessi, passatempi. Significa fare progetti, investire emotivamente, economicamente, ma soprattutto dal punto di vista fiduciario.
Premesso che si tratta di un percorso che si sviluppa nel tempo; tenendo conto che deve avere superato i primi due livelli, non mi rimane che accertare la posizione del principe azzurro rispetto al
- Sesso condiviso.
- Sesso a pagamento: il suo personale pensiero nei confronti di chi lo pratica (utente e prestatrice d’opera).
- La sua posizione nei confronti della tratta di esseri umani.
…e – dulcis in fundo – se abbia mai richiesto per sé o per qualcun altro tale “servizio”, per accompagnarlo immantinènte alla porta.
E voi? Avete la vostra griglia personale?
PierAnna Pischedda, Psicologa
