Nuovo capitolo dell’infinita e molto triste saga.
Stavolta lo spunto è lo screenshot di un commento su una pagina/gruppo di non so quale social.
Praticamente, la recensione negativa (forse su una sorta di trip advisor del “settore”) di uno scontento utente.
Un utente, che intende comunicare tutto il suo disappunto per un’insoddisfacente esperienza riguardo un episodio di consueta domanda di appagamento di quelle priorità “idrauliche” a cui gli uomini ci hanno “abituato”.
Passiamo quindi ad analizzare, passo dopo passo, tale dolorosa vicenda attraverso le stesse considerazioni del nostro “tombeur de femmes previo corrispettivo”.
- Incapace, non è il suo mestiere. Di quale mestiere parla? Almeno in Italia, non esiste nessun albo di professionit*; non esiste fatturazione; nessun contributo da versare; nessuna tutela; nessuna pensione. Semmai, esiste un mercato di schiave e di miserabili che approfittano della loro condizione.
- Secondo me soffre di depressione; In un barlume di lucidità, lo sfortunato cliente ravvisa una possibile difficoltà della prestatrice d’opera (mannaggia, ma proprio a me?). Sorvolando sulla “diagnosi”, che se fosse reale, renderebbe oltremodo preoccupante la mancanza di empatia (ma anche incoscienza) dello sciagurato, trattasi di un mero sussulto, tale da non indebolire neanche per un attimo il suo livello di “motivazione”.
- Non esce dalla stanza da due settimane. Questo ingenuo, svagato principe azzurro non viene minimamente sfiorato dalla probabilissima realtà ovvero che la ragazza sia trattenuta contro la sua volontà e costretta ad intrattenersi con personaggi della di lui specie. Come la vogliamo chiamare questa “inconsapevolezza”? Io la chiamo psicopatia.
- Ha le mutande sporche, non si lava da qualche giorno. Se neanche di fronte ad una situazione igienica precaria (per usare un eufemismo) che tu stesso hai evidenziato, ritieni ancora che vi siano le condizioni per portare in porto la transazione, beh, qualche problemino (altro eufemismo) probabilmente ce l’hai anche tu. Chissà se, sposato o fidanzato, trasmetterà eventuali conseguenze alla sua “amata”.
- Ha preferito fare tutto con il condom; Come volevasi dimostrare. Riesce anche a dare una connotazione negativa all’unico aspetto positivo di questo sfacelo.
- Ha gli occhi spenti e assenti, non partecipa nemmeno fingendo. Questo passaggio è sintomatico del livello di interiorizzazione del vissuto di un rapporto sessuale senza corrispondenza (praticamente un ossimoro), ma anche l’esistenza di un pensiero schizofrenico, quando sottolinea “nemmeno fingendo”. Infatti, da una parte, si lamenta (ma non arriva mai ad essere un impedimento) di espressioni facciali poco consone (non professionali, per niente accattivanti) all’occasione, dall’altra traspare una sorta di convinzione (questa sì terrificante per quanto aliena dalla realtà) che quando le stesse lo siano, siano anche sincere!
- Avrei potuto spendere meglio. Ma questo lo pensiamo tutt* (anche se per motivi diversi) e con profonda convinzione. Quello che invece proprio non riusciamo a capire è come si riesca nonostante la situazione, mortificante in ogni suo aspetto, autostima in primis, non sia stato in grado di fare un passo indietro e di sottrarsi a quella pena. Ma che vita fa questa gente? Come vive? Di quali dis/valori e principi si nutre? Sconcertante.
Questi personaggi (milioni) procreano; li chiameremo padri e diventeranno figure di riferimento.
Sembra un film dell’orrore…e invece è la nostra realtà, da secoli.
Pieranna Pischedda, Psicologa
