Diritti, Affettività, Sessualità: una nuova cultura per uomini e donne

La vicenda delle molestie al raduno degli alpini,riportano ad una ribalta, che fatica a rimanere illuminata, problemi atavici e gravi per quanto riguarda la relazione uomo-donna.

Spiace constatare come siamo lontani da una visione “paritaria” della stessa e l’incapacità di una visione di un altro/a come “compagno di percorso”, soggetto autonomo, portatore di valori e competenze, motore di crescita ed evoluzione.

Malgrado, negli ultimi 100 anni siano stati fatti passi significativi in questo senso, viviamo dei giorni particolari a causa di un preoccupante movimento internazionale di estrema destra – razzista, xenofobo, patriarcale – che ha nel suo mirino la cancellazione (dove è possibile) di diritti civili e umani e una significativa limitazione dei diritti delle donne.

Un movimento, che ha come obiettivo il ripristino di un sistema patriarcale dove, un “pater familias” (bianco e cristiano), decide delle vite di moglie e figli come un monarca assoluto (la violenza istituzionale nasce da questo).

Si parla, chiaramente, delle democrazie occidentali, fuori da questo perimetro le cose vanno addirittura peggio.

In effetti, il resto del mondo si divide in visioni ideologiche illiberali (imperialismo economico-comunismo cinese, imperialismo russo), visioni castali (India) e visionismaccatamente misogine mascherate/autorizzate da presunte interpretazioni religiose.

Niente per cui stare tranquilli.

Inutile dire che l’obbiettivo principe di queste forze oscurantiste sia il controllo assoluto dei corpi delle donne (sessualità e riproduzione) e la loro autodeterminazione.

Nel nostro paese, si concretizzano:

  • nel costante attacco alla 194;
  • nel fallimento cercato (e trovato) della rete dei Consultori, ergo, la negazioni dei servizi al suo interno previsti;
  • nella mancanza di politiche femminili in grado di garantire alla donna di portare avanti una gravidanza senza dovere rinunciare al lavoro e alla cittadinanza attiva;
  • in una mancanza totale di politiche educative (sessuale, sentimentale, rispetto dell’altro).

Basta guardare i numeri dei femminicidi (punta dell’iceberg della violenza domestica e di genere); i numeri della violenza sessuale e della prostituzione (intesa sia come sfruttamento sia come concezione maschile della sessualità) e tutte quelle (puntuali) manifestazioni pseudoculturali sul ruolo e oggettificazione della figura femminile negli ambiti più disparati.

  • Contrastare questa cultura e l’interiorizzazione della stessa dovrebbe essere il primo pensiero di ogni essere umano libero e amante della libertà.
  • Creare reti (di persone e di risorse) in tal senso, uno degli strumenti principali.
  • Lavorare per creare consapevolezza il primo obiettivo.

Non è momento di divisioni.

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Pieranna Pischedda, Psicologa.

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