Il sistema, a cosa serve…e chi tutela?

Dopo il quotidiano (ma non unico), vocale di una madre preoccupata per il benessere psicofisico dei propri figli (minori) alle prese con un padre quasi sempre assente, che non dimostra nessun interesse per la loro vita,

della quale ignora qualsiasi aspetto, bisogni, paure (tranne quelli puntualmente e pervicacemente comunicati dalla madre), 

Mi chiedo

 In virtù di una legge (ma non solo) che ci “racconta” del diritto di un figlio minore a mantenere entrambi i legami genitoriali al momento della separazione degli stessi, 

Come

il sistema intende garantire, ai minori, l’esercizio di questo (sacrosanto) diritto?  

La domanda è lecita, perché – giornalmente – mi confronto e mi trovo a supportare genitori (in realtà, solo madri) separati che, continuamente, si trovano a dare risposte e a sopperire alle mancanze dell’altro che – a parole – davanti al Giudice, dichiarano amore per i propri figli ma, una volta ottenuto ciò che vogliono (ad esempio, una decurtazione del mantenimento degli stessi a fronte di una collocazione equamente condivisa) spariscono, per ripresentarsi in prossimità di qualche scadenza giudiziaria e alla vigilia di eventi festivi da onorare, soprattutto agli occhi della collettività.

Ergo

Cosa fa il sistema, quando un genitore non paga il mantenimento, non si prende cura dei figli “tanto amati”, non se ne fa carico nei giorni a lui spettanti – chiesti ed ottenuti – disinteressandosi completamente delle difficoltà in cui li lascia? NULLA.

 Cosa fa il sistema, una volta che – arrivata allo stremo – la signora si decide a denunciare l’inadempienza del “padre dell’anno” (dipendente pubblico, funzionario, che nel frattempo intascava gli assegni familiari)? 

Manda forse i Servizi Sociali a fare un’ispezione? NO. 

Manda forse i Servizi Sociali o uno Psicologo a verificare l’eventuale danno subito dai minori (e fornire un sostegno) a causa dell’assenza del padre e per le ristrettezze subite? NO

Ha mai pensato il sistema che, FORSE quel padre – inadempiente dal punto di vista affettivo ed economico – sia inadeguato, indi, si renda opportuno cambiare la tipologia di affido, aumentare l’importo del mantenimento e consigliare “caldamente” un percorso di genitorialità? NO  

Ha mai pensato il sistema che, FORSE, quella madre, possa essere impossibilitata anche a cercare uno straccio di lavoro (lasciato anni prima, per prendersi cura dei bambini) dal momento che – vista l’inaffidabilità-indisponibilità del padre – non è in grado di garantire, a qualsiasi datore di lavoro, neanche un minimo numero fisso di ore? NO  

Cosa fa il sistema per aiutare la madre ad aiutare i figli a gestire il dolore, a gestire quello stato altalenante di illusione/delusione nei confronti del padre? NIENTE.

Semmai, il sistema, se proprio deve, individua la madre come colpevole:

  • perché non abbastanza collaborativa/comprensiva;
  • perché si pone nei confronti dell’ex in maniera conflittuale;
  • perché (questa è grandiosa!) non capisce i “limiti” del papà e quando li capisce non lo aiuta a superarli. 

E su queste “terribili”, “inaudite” colpe che molte di loro si vedono sottratte i figli, a favore di quello stesso padre – nel migliore dei casi – inadeguato o di una casa famiglia. 

Questa, è la vita di una madre (e figli), con un ex indegno sia come uomo che come padre, in Italia, nel 2022.

A questo punto, mi ripeto e faccio a VOI la domanda: 

Il sistema, a cosa serve…e chi tutela?

Dott.ssa Pieranna Pischedda

One thought on “Il sistema, a cosa serve…e chi tutela?

  1. Questa realtà è molto diffusa…è vero, ogni situazione andrebbe monitorata, seguita e valutata caso per caso.
    Il nostro sistema purtroppo non tiene abbastanza conto dei contributi degli addetti ai lavori ( servizi sociali- psicologi-scuole- separati con minori) i quali andrebbero seguiti nel percorso …e, che invece vengono lasciati soli ….
    Condivido l’analisi della Dott.ssa Pischedda

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