Immigrazione e condizione femminile. (1)

Il presunto omicidio della ragazza di origine pakistana che tanto sta facendo discutere in questi giorni riporta a galla uno dei problemi legati all’immigrazione.

Lo stato attuale delle indagini fa seriamente sospettare che la ragazza, rea di essersi innamorata di un suo connazionale ed avesse – per questo – rifiutato il matrimonio concordato dalla sua famiglia con uno “sconosciuto” in Pakistan (come la tradizione vuole), sia stata uccisa dallo zio per questo.

Per salvare la famiglia dal disonore arrecato dal suo rifiuto.

Purtroppo non è la prima, ma dovremmo adoperarci affinché sia l’ultima.

Tema complesso, poiché coinvolge una serie di aspetti che andrebbero affrontati in maniera molto diversa rispetto a come fatto finora. In questa vicenda si intrecciano problematiche legate all’immigrazione, alla cittadinanza, all’integrazione, al rispetto delle leggi laiche dello stato, alla condizione delle donne immigrate.

Non è certo in poche righe che possiamo esaurire il dibattito, è però possibile fare alcune riflessioni:

  • Senza dubbio, il punto principale è dato dalla condizione femminile.  La mancanza di autonomia (economica, psicologica, culturale) e di autodeterminazione nonché l’assenza di azioni/strumenti volte a superarle.
  • Una legge sull’immigrazione (la Bossi-Fini), che nei fatti favorisce la clandestinità (quindi l’invisibilità), lo sfruttamento e il lavoro nero. L’assenza totale di diritti.
  • Un’assurda e iniqua legge sulla cittadinanza che costringe migliaia di persone nate (o che vivono da tanti anni) in Italia a vivere senza i diritti/doveri legati alla cittadinanza, creando delle dolorose differenze e impedendo gli sperati (da taluni osteggiati) e necessari processi di integrazione/inclusione.
  • La completa assenza di politiche che possano promuovere tali processi.

Per cominciare potremmo, ad esempio:

  • Istituire corsi di studio per la conoscenza della nostra Costituzione – laica e antifascista – e l’accettazione della stessa (giuramento);
  • Dichiarazione di accettazione della laicità dello stato e delle sue leggi;
  • Obbligo di frequentare (per i componenti adulti del nucleo familiare) corsi di lingua italiana;
  • Obbligo frequenza scolastica e formativa per i minori;
  • Migliorare leggi sull’immigrazione e cittadinanza;
  • Espulsione per chi non accetta;    

PierAnna Pischedda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Correlati