LA LEGGE N. 69 DEL 19 LUGLIO 2019 O IL CODICE ROSSO

Una sorta di bollino di precedenza, come accade nei pronto soccorso degli ospedali, alle indagini relative a casi di violenza domestica o di genere.

Ecco cosa significa l’espressione Codice Rosso con cui la stampa e gli organi di informazione hanno voluto usare a designare la L. n. 69 del 19 luglio 2019.

La rubrica della Legge di cui si vuole fornire un inquadramento complessivo con una serie di articoli, di cui questo primo solo introduttivo, è “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”.

        Si compone di 21 articoli che individuano una pluralità di reati attraverso cui si esercita la violenza domestica e di genere, in relazione alla quale la legge interviene sul sistema penale con modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento penitenziario e alla disciplina extracodicistica comunque connessa alla tutela delle vittime di tale tipologia di reati.

Dal punto di vista del procedimento penale, la Legge si propone di

1. Velocizzare l’instaurazione del procedimento penale     

2. stringere i tempi di reazione dell’ordinamento nella fase delle indagini preliminari

3. accelerare la partenza del procedimento e adottare provvedimenti di protezione delle vittime.

Quanto al codice penale, mentre da una parte inasprisce le pene per reati di tal fatta già esistenti e/o ne rimodula aggravanti, dall’altra introduce nuovi reati (per ora li chiamiamo revenge porn e lesioni permanenti al viso).

Innova e potenzia alcuni istituti già esistenti nel nostro ordinamento per effetto dell’attuazione della Direttiva 2012 / 29/UE in tema di protezione e assistenza delle vittime di reato e introduce il nuovo istituto della trasmissione obbligatoria di provvedimenti al giudice civile.

La novella si pone in un’ottica di maggiore deterrenza attraverso l’introduzione di un ampio spettro di misure atte a contenere il pericolo di recidiva da parte dell’autore del reato.

La legge si pone in continuità con gli obblighi normativi imposti agli Stati che hanno ratificato la Convenzione di Istanbul (2011), la quale pone l’obiettivo di proteggere le vittime e di promuovere con strumenti processuali adeguati, rapidi ed efficaci, i   procedimenti a danno dei maltrattanti.

Anticipa l’adozione della Legge citata la oramai storica sentenza n. 41237/2014 emessa il 2 marzo 2017 da CEDU sez. I nella causa Talpis c.Italia, che ha evidenziato la necessità di riconoscere carattere prioritario alla trattazione dei procedimenti relativi a questa categoria di reati.

Questo il principio di diritto espresso dalla Corte internazionale.

Il ritardo con cui l’autorità competente, alla quale era stato denunciato un caso di violenza domestica, adotta le misure necessarie a tutelare la vittima integra la violazione dell’art. 2 CEDU relativo al diritto alla vita, perché priva di effetto la denuncia della violenza medesima. Viola l’art. 3 CEDU per il mancato adempimento degli obblighi positivi di protezione il lungo periodo di inattività da parte dell’autorità prima di avviare il procedimento penale per lesioni aggravate e la successiva archiviazione del caso. 

Nei prossimi articoli, procederemo a delineare i diversi contenuti della novella e le disposizioni di merito e processuali che sono state così introdotte nel nostro ordinamento.

Per ora ci basti considerare che la dottrina maggioritaria ha salutato con ovvie perplessità l’adozione della legge, da più parti vista come strumento per sopire l’esplosione emozionale di alcune vicende mediatiche.

La pratica ci insegna che, molto spesso, le norme pensate dal Legislatore sull’onda dell’emozione suscitata dalla cronaca non risultano così solide e concretamente efficaci all’atto pratico né giuridicamente del tutto condivisibili.

La norma è ancora molto “giovane” ed è obbiettivamente presto per fare un bilancio.

Solo la pratica attuazione del CODICE ROSSO ci permetterà tra qualche tempo di valutare l’efficacia della Legge che lo ha introdotto.

(Maria Lovito – Avvocata del Foro di Matera)


  1. Il Codice rosso – Guida operativa alla L. n. 69 del 2019, V. Casalnuovo e S. Colella, La Tribuna, collana diretta da Luigi Viola
  2. Famiglia e Diritto n. 7/2020 Il cd Codice rosso sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, Paolo Pittaro, Opinioni Codice Penale

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