<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>politiche femminili Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
	<atom:link href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/tag/politiche-femminili/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/tag/politiche-femminili/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Jul 2025 08:18:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>

<image>
	<url>https://www.laboratoriodelpossibile.it/wp-content/uploads/2020/12/cropped-123342354_1967667063375589_7219025864448764528_o-1-32x32.jpg</url>
	<title>politiche femminili Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
	<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/tag/politiche-femminili/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Parliamo di Bibbiano e della Bassa modenese</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/07/13/parliamo-di-bibbiano-e-della-bassa-modenese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 08:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[affidamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura patriarcale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politiche femminili]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.laboratoriodelpossibile.it/?p=1283</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ di questi giorni la sentenza di primo grado sulla vicenda dei presunti affidi illeciti in Val d’Enza (Bibbiano), con le assoluzioni degli imputati ma, ancora più importante, con la “bocciatura” dell’intero impianto accusatorio. Non entrerò nel merito del processo vorrei invece ragionare con voi su alcune analogie inquietanti; sulle conseguenze nella vita delle persone investite dall’indagine e rinviate a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/07/13/parliamo-di-bibbiano-e-della-bassa-modenese/">Parliamo di Bibbiano e della Bassa modenese</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E’ di questi giorni la sentenza di primo grado sulla vicenda dei presunti affidi illeciti in Val d’Enza (Bibbiano), con le assoluzioni degli imputati ma, ancora più importante, con la “bocciatura” dell’intero impianto accusatorio.</p>



<span id="more-1283"></span>



<p>Non entrerò nel merito del processo vorrei invece ragionare con voi su alcune analogie inquietanti; sulle conseguenze nella vita delle persone investite dall’indagine e rinviate a giudizio; sull’uso che ne è stato fatto da parte dei media e della politica; su un sistema, quello degli affidi, praticamente distrutto, con buona pace dei minori bisognosi di aiuto.</p>



<p>La vicenda, a suo tempo, ebbe una rilevanza enorme grazie anche all’uso spregiudicato (per usare un eufemismo) che ne fecero alcuni partiti politici, prontamente ripagati da un ritorno elettorale importante.&nbsp;</p>



<p>Se pensate che-&nbsp; negli ultimi anni &#8211; migliaia di #minori sono stati #strappati alle loro vite a causa della separazione dei genitori, istituzionalizzati in strutture in cui vengono anche sottoposti a terapia farmacologica (magari dopo essere stati prelevati coattivamente e violentemente da Forze dell’Ordine e Servizi Sociali dietro ordine di un Giudice), senza mai destare la minima attenzione dei media, suona quantomeno strano.&nbsp;</p>



<p>Ciononostante i numeri siano notevolmente maggiori (gli enti preposti si guardano bene dal comunicarli), da far pensare &#8211; questo sì &#8211; ad un <em>sistema</em>, ebbene, il destino, le cause, le sofferenze dei suddetti non hanno mai destato l’interesse dei “paladini” di Bibbiano.</p>



<p>&nbsp;Ma il sistema degli affidi in val d’Enza non è l’unico ad essere balzato agli onori di questo “tipo” di cronaca. In precedenza, negli anni novanta c’era stata l’inchiesta su una serie di abusi sessuali e violenze all’interno delle famiglie naturali (in cui rimasero coinvolti 16 bambini), nella <strong>bassa modenese</strong>. (per un approfondimento, consiglio <strong><em>“L’infanzia violata”</em></strong> di Giordano Bindi, dettagliato resoconto basato sugli atti ufficiali del processo)</p>



<p>Nello specifico, cosa hanno in comune queste due vicende?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Gli abusi sui bambini; </li>



<li>Il coinvolgimento diretto delle famiglie naturali; </li>



<li>Il sistema di protezione dei minori che viene messo fortemente in discussione;</li>



<li>Il tentativo (a Bibbiano riuscito) di screditare professionalmente e umanamente gli operatori coinvolti; </li>



<li>La demonizzazione del sistema degli affidi e dei genitori affidatari.</li>
</ul>



<p>Come succede per la violenza sessuale e violenza domestica (fatevi una domanda e datevi una risposta), anche qui ad essere messi sul banco degli imputati (dai Media e dalla politica prima ancora della Giustizia) furono le vittime e il sistema che le aveva protette.&nbsp;</p>



<p>Il processo della bassa modenese si concluse con la condanna degli imputati e la conferma dell’impianto accusatorio. In realtà, ultimamente è in atto un nuovo tentativo di “revisione” al riguardo, sempre con le stesse modalità e stessi “protagonisti” di allora. Bibbiano, è cronaca di questi giorni, con l’assoluzione degli imputati e lo smantellamento dell’impianto accusatorio.&nbsp;</p>



<p>Ergo, perché ne parliamo?&nbsp;</p>



<p>Perché in entrambe abbiamo assistito ad un’intensa e pervasiva “gogna mediatica organizzata” avente un unico scopo: la NEGAZIONE degli abusi sui minori, soprattutto quando li stessi vengono agiti da una figura familiare (padri, nonni, zii, amici di famiglia); la negazione della pedofilia come un <strong>fenomeno diffuso</strong>, a noi vicino e spesso protetto da atteggiamenti omertosi o di complicità.&nbsp;</p>



<p>Ogni volta che la cronaca ci segnala un’inchiesta o degli arresti in tal senso, si attivano immediatamente una serie di “forze” che &#8211; in maniera più o meno velata – si adoperano in senso contrario:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>smentendo</em></strong> le vittime;</li>



<li><strong><em>ipotizzando</em></strong>per loro disturbi inesistenti (vedi <em>“Sindrome dei falsi ricordi”</em>); </li>



<li><strong><em>silenziandole</em></strong>; </li>



<li><strong><em>screditando </em></strong>professionalmente gli operatori che fanno il loro lavoro con serietà e competenza (Medici, Psicologi, Assistenti Sociali); </li>



<li><strong><em>attaccando</em></strong> i genitori affidatari, la cui unica colpa è di avere voluto offrire un aiuto &#8211; molto spesso “salva vita” &#8211; a bambini in difficoltà e “colpevoli” di avere raccolto (loro malgrado) confessioni indicibili.</li>
</ul>



<p>E’ questo che va puntualmente in scena, è questo che è successo.</p>



<p>Ma, i danni (presenti e futuri) ad un sistema che dovrebbe proteggere e viene puntualmente ostacolato;&nbsp;</p>



<p>I danni agli operatori (terrorizzati da possibili denunce, processi, gogna mediatica);&nbsp;</p>



<p>I danni alle famiglie affidatarie (accusate di essere <em>ladri di bambini</em>);&nbsp;</p>



<p>I danni alle vittime che non vengono più protette, CHI li ri/paga?&nbsp;</p>



<p>E a CHI conviene che accada tutto questo?</p>



<p>PierAnna Pischedda, Psicologa&nbsp;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/07/13/parliamo-di-bibbiano-e-della-bassa-modenese/">Parliamo di Bibbiano e della Bassa modenese</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’amore e la narrazione sbagliata</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/05/29/lamore-e-la-narrazione-sbagliata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 15:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cultura patriarcale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politiche femminili]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.laboratoriodelpossibile.it/?p=1278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Piaccia o non piaccia, siamo chiamati a rivoluzionare il nostro linguaggio (la parola è sostanza), non possiamo più procrastinare, dobbiamo raccontare le cose per come sono realmente e non per come conviene ad una parte privilegiata e impunita della nostra società (a buon intenditor poche parole). Diverrebbe immediatamente tutto più chiaro, pericoli compresi.&#160; Prendiamo ad esempio l’ennesima tragedia quotidiana, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/05/29/lamore-e-la-narrazione-sbagliata/">L’amore e la narrazione sbagliata</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Piaccia o non piaccia, siamo chiamati a rivoluzionare il nostro linguaggio (la parola è sostanza), non possiamo più procrastinare, dobbiamo raccontare le cose per come sono realmente e non per come conviene ad una parte privilegiata e impunita della nostra società (a buon intenditor poche parole).</p>



<span id="more-1278"></span>



<p>Diverrebbe immediatamente tutto più chiaro, pericoli compresi.&nbsp;</p>



<p>Prendiamo ad esempio l’ennesima tragedia quotidiana, il #femminicidio di Martina Carbonaro ad opera di Alessio Tucci, un ragazzo con il quale aveva avuto una storia. Un’altra vita spezzata e una gravata di una colpa indelebile.</p>



<p>Tutti i titoli delle agenzie e dei giornali che ho consultato riportano la parola <em>fidanzato</em>.&nbsp;</p>



<p>Detto termine indica uno stato della relazione dove si è raggiunto un impegno ufficiale proteso verso il matrimonio.</p>



<p>Ergo, che cosa a che fare con una ragazzina del “tempo delle mele” che si confronta con i primi coinvolgimenti sentimentali?</p>



<p>Cosa ha a che fare con il tipico “amore adolescenziale” ovvero una relazione intensa, fortemente idealizzata, ma passibile di interrompersi improvvisamente?</p>



<p>L’omicida, diversamente, è un giovane adulto, maggiorenne (le cronache ce lo raccontano 19enne).&nbsp;</p>



<p>Ricordo che in questo paese la legge vieta ad un soggetto che ha raggiunto la maggiore età, di intraprendere relazioni amorose con minori di 14 anni ma, a quanto pare, l’opinione pubblica non ha contezza delle motivazioni e non lo considera un reato quale è. &nbsp;</p>



<p>Giusto per rendere l’idea delle diverse condizioni: a 18 anni si acquisisce la piena capacità di agire e di voto; a 14 anni, se dichiari la preferenza per un genitore rispetto all’altro, ti sbattono in casa-famiglia perché sei stato “sicuramente” manipolato.&nbsp;</p>



<p>Questa apparente inconsapevolezza del paese è una delle cause se non La causa del problema…e lo perpetua.&nbsp;</p>



<p>Mi chiedo come sia possibile anche solo immaginare che vi possa essere un rapporto sano e alla pari tra una ragazzina e un giovane adulto.&nbsp;</p>



<p>Che tipo di legame può essere quello che unisce due individui che attraversano fasi evolutive differenti?&nbsp;</p>



<p>Qui non si sta parlando di una relazione tra due individui sullo stesso piano maturazionale ma, da una parte, di funzioni del cervello non ancora formate completamente, dall’altra di un processo di crescita andato a compimento.&nbsp;</p>



<p>Sulla carta.</p>



<p>E qui sta il punto dolente.&nbsp;</p>



<p>Perché un giovane adulto dovrebbe rivolgere le proprie attenzioni ad una ragazzina se non avesse a sua volta dei problemi di maturità?&nbsp;</p>



<p>Perché un giovane adulto invece di rivolgersi ad una coetanea – non fosse altro per una più consapevole (e soddisfacente) attività sessuale, come<em> da richiamo della foresta</em> – si “innamora” di una che non dovrebbe rientrare nella sua rete relazionale e che per legge non dovrebbe neanche sfiorare?</p>



<p>Forse perché non in grado di relazionarsi con le sue pari?&nbsp;</p>



<p>Forse perché è più facile manipolarla e controllarla?&nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>



<p>Allora dovremmo smettere di parlare d’amore e di fidanzati.</p>



<p>Allora dovremmo cominciare a riconoscere le “anomalie”, chiamarle col proprio nome e tenere gli occhi aperti.</p>



<p>Allora dovremmo finalmente dare &#8211; attraverso l’educazione relazionale-sessuale-sentimentale, chiamatela come vi pare, gli strumenti necessari alle due metà del cielo per riconoscere e discernere tra #sentimento, #desiderio, #possesso, #controllo, #manipolazione, #consenso #consapevolezza…e per chiedere aiuto.</p>



<p>Ma non mi sembra che stiamo andando in questa direzione, è troppo più facile e meno impegnativo indignarsi per 5 minuti e tornare allegramente al nostro disimpegno quotidiano, con la segreta speranza che la prossima vittima non ci riguardi, non ci tocchi da vicino.</p>



<p>PierAnna Pischedda, Psicologa&nbsp;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/05/29/lamore-e-la-narrazione-sbagliata/">L’amore e la narrazione sbagliata</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervento al I Congresso internazionale “Madri strappate” al Parlamento europeo (Bruxelles)</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/05/21/intervento-al-i-congresso-internazionale-madri-strappate-al-parlamento-europeo-bruxelles/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 21:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cultura patriarcale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politiche femminili]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.laboratoriodelpossibile.it/?p=1275</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mi occupo quotidianamente di vittime di violenza domestica, di genere, bullismo. Quotidianamente assisto all’assenza delle istituzioni, all’indifferenza, alla paura dei suoi rappresentanti, fino ad arrivare alla vera e propria violenza istituzionale agita direttamente. In questi anni di ascolto e di sostegno, mi sono resa conto di stare assistendo ad una magistrale operazione di restaurazione e culturale e di potere (vedi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/05/21/intervento-al-i-congresso-internazionale-madri-strappate-al-parlamento-europeo-bruxelles/">Intervento al I Congresso internazionale “Madri strappate” al Parlamento europeo (Bruxelles)</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mi occupo quotidianamente di vittime di violenza domestica, di genere, bullismo.</p>



<p>Quotidianamente assisto all’assenza delle istituzioni, all’indifferenza, alla paura dei suoi rappresentanti, fino ad arrivare alla vera e propria violenza istituzionale agita direttamente.</p>



<span id="more-1275"></span>



<p>In questi anni di ascolto e di sostegno, mi sono resa conto di stare assistendo ad una magistrale operazione di restaurazione e culturale e di potere (vedi #patriarcato) brillantemente portata a termine.&nbsp;</p>



<p>Possiamo anche individuare una data spartiacque: il 2006. L’anno in cui viene votata una legge che all’apparenza sembra un ulteriore passo verso una gestione migliore delle separazioni fra coppie con figli.&nbsp;</p>



<p>In realtà, col senno di poi, è probabile che il vero intento fosse ben altro.&nbsp;</p>



<p>Dico questo in quanto, visti i risultati e le modalità con i quali li stessi vengono ottenuti, la legge si sia rivelata un vero fallimento.&nbsp;</p>



<p>Anzi no.&nbsp;</p>



<p>In realtà, è stata efficacissima per essere riuscita a neutralizzare (per usare un eufemismo) alcuni interventi legislativi precedenti – quali &nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La <strong>Legge 149 del 2001</strong> “il genitore o convivente che maltratta o abusa del minore” (art. 37 in particolare); Sugli interventi giudiziari urgenti per allontanare dalla residenza familiare chi agisce violenza;</li>



<li>La <strong>Legge 154 del 2001</strong> “coniuge o convivente che ha tenuto una condotta che è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente”;</li>
</ul>



<p>Due strumenti specifici, in ambito civile, per ottenere un provvedimento inibitorio di allontanamento nelle mani del giudice ordinario e minorile.&nbsp;</p>



<p>Ebbene, la legge 54/2006 con un singolo termine, bi-genitorialità, è riuscita a cancellare l’esistenza della violenza domestica e degli abusi sui minori.&nbsp;</p>



<p>Idem per quanto riguarda la <strong>Direttiva UE n. 29 del 2012 </strong>“Norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato” esigenze specifiche di protezione, prima fra tutte quella di mantenere il loro contesto abitativo e la continuità con il loro ambiente (scuola, gioco, ambiente, affetti, amicizie, abitudini<em>…</em>).<em> &nbsp;</em></p>



<p>Ma come è stato possibile tutto questo?&nbsp;</p>



<p>Semplice, soppiantando il “bene supremo del minore”, il famoso “best interest of child” con una visione “adultocentrica” dei bisogni.&nbsp;</p>



<p>Nello specifico, dei bisogni del genitore fino a quel momento “meno accudente” e più a rischio di essere quello “meno preferito” dai figli.</p>



<p>La separazione, il divorzio, rappresentano il fallimento di un progetto esistenziale che rischia di lasciare ferite e strascichi importanti se non elaborato.&nbsp;</p>



<p>Mi riferisco al possibile senso di frustrazione, umiliazione, rimpianto, rancore (e tanto altro) che contribuiscono a formare le inevitabili – <strong>fisiologiche &#8211;</strong> dinamiche conflittuali. Niente però, che una coppia di adulti capaci di scindere la loro funzione genitoriale dal non essere più compagni di vita non possa gestire e superare in un tempo ragionevole.</p>



<p>La situazione cambia quando invece ci troviamo di fronte a due adulti con notevoli difficoltà nel gestire quelle che vengono definite dinamiche <em>“altamente conflittuali”</em> (qualsiasi cosa si intenda con questo termine) o – peggio &#8211; in presenza di violenza domestica e abusi su minori.&nbsp; &nbsp;</p>



<p>La legge 54/2006, quantomeno nell’interpretazione letterale del concetto di bi-genitorialità genera problemi a prescindere; genera conflitti in assenza degli stessi e non tutela mai il bene supremo del minore, trasformato in un <strong>“pendolare affettivo con trolley al seguito”, </strong>costretto a spostarsi continuamente con un conseguente stravolgimento totale della sua quotidianità e serenità.</p>



<p>Nel migliore dei casi il sistema, nella persona degli attori chiamati ad occuparsi di tali tematiche con professionalità e competenza, presenta numerosi deficit in ogni suo ganglio. Ciò porta ad un’inefficienza diffusa e trasversale per cui “tutti colpevoli nessuno colpevole”, ma anche ad una autoreferenziale difesa d’ufficio.&nbsp;</p>



<p>Un sistema incapace di ammettere errori (e questo ne certifica la debolezza) e di mettersi in discussione a discapito della propria funzione e delle parti in causa.</p>



<p>&nbsp;Infine, dobbiamo registrare atteggiamenti e (non buone) prassi che con generosità definiremo discutibili.</p>



<p>Quanto il sistema sia #consapevole di essere la causa principale di #vittimizzazionesecondaria non è chiara.</p>



<p>Come non è chiaro in che modo dovremmo considerare/definire la mancanza di formazione dei Giudici, dei Servizi Sociali, degli Avvocati, degli Psicologi Forensi, delle Forze dell’Ordine (et altri) a distanza di <strong>12 anni</strong> dalla ratifica della Convenzione di Istanbul. Mera incapacità/impreparazione o dolo?</p>



<p>Avremmo anche bisogno di conoscere la ragione plausibile per l’assenza nel nostro Codice Penale di un <strong>reato specifico</strong> di <em>violenza domestica</em>, di cui il legislatore sembra non sentire nessuna necessità.&nbsp;</p>



<p>Per non parlare del perché nei corsi universitari si insegnino teorie suggestive quanto squalificate e disconosciute dalla comunità scientifica internazionale. Teorie che formano professionisti incapaci (per usare un eufemismo) di riconoscere la <strong><em>violenza domestica</em></strong> e gli <strong><em>abusi sui minori.&nbsp;</em></strong></p>



<p>Dovremmo darci una spiegazione rispetto alla nascita come funghi di case famiglia dove “inviare” &#8211; previo <strong>prelievo coatto &#8211;</strong> minori (con conseguenze devastanti per la loro salute e sviluppo psico-emotivo) la cui unica colpa è di essere stati procreati da un genitore (assente/inadeguato/rancoroso/vendicativo/violento/abusante.&nbsp;</p>



<p>In compenso, stiamo assistendo alla proliferazione di una serie di figure che si distinguono per inutilità se non pericolose (per il <em>bene supremo del minore, </em>si intende), ma puntualmente retribuite (Curatori, Tutori, Coordinatori genitoriali). Un mare di soldi che invece di essere utilizzati per migliorare &#8211; sotto forma di aiuto economico e di servizi &#8211; le famiglie in difficoltà o le vittime della violenza domestica, finiscono nelle tasche di figure professionali create appositamente all’uopo per rimpinguare redditi, per rinforzare amicizie e poteri, per costruire un bacino di voti.&nbsp;</p>



<p>Dulcis in fundo, la #violenzaeconomica (che, ricordiamo, è una delle forme di violenza domestica) a cui vengono sottoposte le vittime, obbligate a pagare Avvocati, Consulenti tecnici d’ufficio, Consulenti di parte, test psicodiagnostici; spese processuali.&nbsp;</p>



<p>A questo dobbiamo aggiungere i giorni di permesso; il lavoro che si perde a causa degli stessi; l’impossibilità di trovarne uno per non essere in grado di garantire una fascia oraria definita.&nbsp;</p>



<p>La maggior parte delle vittime sono costrette a chiedere dei prestiti e ad indebitarsi o a chiedere ai loro familiari (quando sono presenti) di farlo. &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>



<p>In ultima analisi, se la Convenzione di Istanbul venisse realmente applicata saremmo al paradosso che le prime ad essere condannate sarebbero proprio le istituzioni, al pari dei violenti e degli abusanti.</p>



<p>Dobbiamo però – per fortuna – registrare anche qualche isola felice in questo panorama desolante e mi riferisco precisamente alle <em>Linee guida Procura della Repubblica di Tivoli. Linee Guida sull’applicazione del delitto di cui all’art. 572 c.p. e su questioni procedimentali /processuali relative ai reati di violenza di genere, domestica e contro le donne. Esposizione ragionata della più recente Giurisprudenza della Corte di Cassazione.</em></p>



<p>Linee Guida che a mio avviso dovrebbero essere adottate in qualsiasi Procura della Repubblica e di cui dobbiamo ringraziare il Procuratore Capo Francesco Menditto e la sua “squadra”.</p>



<p>Linee Guida che potrebbero rendere il diritto delle vittime ad essere riconosciute tali, ad essere protette e ad avere giustizia, più certo, come da Costituzione.&nbsp;</p>



<p>Cito tre punti, invitando tutti &#8211; professionisti in primis &#8211; a consultarle. &nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Lo <strong><em>Statuto della vittima</em></strong> ovvero una rivisitazione complessiva del procedimento/processo penale che permette l’ingresso della parte offesa, prima ritenuta secondaria e – talvolta &#8211; persino estranea, in un processo diretto a garantire esclusivamente la tutela (essenziale) dei diritti dell’indagato/imputato.</li>



<li>La <strong><em>Prospettiva di genere.</em></strong>Criterio concettuale ed interpretativo volto a valorizzare nei reati di violenza contro le donne, l’appartenenza al genere maschile dell’agente reato e al genere femminile della vittima, per collocare in <strong>una precisa dinamica, strutturata e normalizzata,</strong> le condotte attraverso le quali il delitto si sviluppa ed <strong>evitare, </strong>così, di <strong>non cogliere</strong> l’effettivo movente discriminatorio e “cedere” così al desiderio di ricondurle a temporanei eccessi comportamentali, gli stessi che ritroviamo puntualmente nei titoli dei giornali. </li>



<li><strong><em>Presunzione di veridicità della persona offesa</em></strong> (art. 198 c.p.p.) per cui, il giudice, pur essendo tenuto a valutare criticamente il contenuto, verificandone l’attendibilità, non può assumere &#8211; come del proprio convincimento &#8211; l’ipotesi che il teste riferisca consapevolmente il falso. Ovvero, in assenza di specifici e concreti elementi e fino a prova contraria, il giudice <strong>deve</strong> presumere che la persona offesa riferisca correttamente quanto a sua effettiva conoscenza. “Con specifico riferimento ai reati di violenza di genere caratterizzate da specifiche condotte (in assenza di testimoni) la deposizione della persona offesa <strong>può costituire unica fonte di prova</strong> quando la condizione di prostrazione, generata proprio dalla gravità o abitualità della violenza, la portano, nell’immediato, a nascondere quanto subisce per il senso di minaccia permanente che, da un lato rinforza il controllo dell’agente reato, dall’altro rende possibile la prosecuzione del reato. (Cass. Pen. VI, n. 31569/22; 14247/23)</li>
</ul>



<p>Fermo restando che il pericolo più grande &#8211; attualmente &#8211; per una madre e dei figli vittime di violenza domestica sia rappresentata dalle inefficienze del Tribunale ordinario, da una certa mentalità diffusa che assomiglia – nei casi più esasperati – a quella mafiosa e – purtroppo – ad un “fattore parcelle” (professionisti) e un “fattore rette” (case-famiglia) che sembra influenzare certe decisioni altrimenti senza senso e contro ogni ragionevolezza.&nbsp; &nbsp;</p>



<p>PierAnna Pischedda, Psicologa&nbsp;</p>



<p> #femminicidioinvita #madristrappate #vitestrappate #violenzaistituzionale #torturaistituzionale #vittimizzazionesecondaria #bigenitorialità #violenzadomestica #ConvenzionediIstanbul #LineeGuidaTivoli </p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/05/21/intervento-al-i-congresso-internazionale-madri-strappate-al-parlamento-europeo-bruxelles/">Intervento al I Congresso internazionale “Madri strappate” al Parlamento europeo (Bruxelles)</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli INCEL e l’indottrinamento patriarcale</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/03/31/gli-incel-e-lindottrinamento-patriarcale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 19:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cultura patriarcale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politiche femminili]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.laboratoriodelpossibile.it/?p=1271</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho appena finito di guardare la serie di una nota piattaforma, che tanto sta facendo discutere in questi giorni, sul mondo adolescenziale.&#160; Un eccellente prodotto targato UK, coraggioso, rigoroso, senza nessuna concessione ad alcun tipo di “pruderie”. E’ la storia dell’omicidio di un’adolescente da parte di un coetaneo, in realtà tredicenni ovvero nell’età di latenza (e ciò rende il tutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/03/31/gli-incel-e-lindottrinamento-patriarcale/">Gli INCEL e l’indottrinamento patriarcale</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho appena finito di guardare la serie di una nota piattaforma, che tanto sta facendo discutere in questi giorni, sul mondo adolescenziale.&nbsp;</p>



<p>Un eccellente prodotto targato UK, coraggioso, rigoroso, senza nessuna concessione ad alcun tipo di “pruderie”.</p>



<span id="more-1271"></span>



<p>E’ la storia dell’omicidio di un’adolescente da parte di un coetaneo, in realtà tredicenni ovvero nell’età di latenza (e ciò rende il tutto ancora più spaventoso).</p>



<p>Non sto qui a raccontare la trama, reperibile facilmente, mi interessa mettere in risalto le cose che mi hanno colpito di più. Innanzitutto, alcune considerazioni generali.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Siamo tutti vittime degli stereotipi culturali interiorizzati. Questi segnano indelebilmente la nostra vita e il nostro modo di pensare. </li>



<li>Senza un percorso di consapevolezza, magari promosso da un’azione educativa mirata, non saremo in grado di liberarcene, tramandandoli come una catena di Sant’Antonio;</li>



<li>La rivoluzione tecnologica ha peggiorato la situazione e i ragazzi in quanto nativi digitali sono oltremodo esposti – grazie ad una previa mancanza di regolamentazioni a livello internazionale &#8211;  ad una serie di pericoli e narrazioni prive delle necessarie intermediazioni.</li>
</ul>



<p>E adesso entriamo nel merito.&nbsp;</p>



<p><strong>Il movente.</strong>&nbsp;</p>



<p>Il nome dell’omicida non è mai stato in forse, la polizia fin dall’inizio, è in possesso di prove inconfutabili, ma il movente è sconosciuto. Il movente – sorprendente quanto agghiacciante &#8211; viene svelato solo alla fine del secondo episodio, mostrandosi in tutta la sua drammaticità nel terzo, che ti lascia (o almeno dovrebbe) sgomento.</p>



<p>Veniamo così catapultati in un universo ai più sconosciuto (anche se sono ormai diverse le stragi effettuate da giovani per questi “motivi”), non tanto per il pantheon di dis/valori di cui è composto, vecchi come il cucco, ma perché a questi “qualcuno” si è dato la briga di confezionare una nuova inquietante narrazione che – a quanto pare – sembra avere avuto successo a tal punto da “compattare” in un gruppo sociale che si definisce INCEL, un numero inquietante di soggetti di sesso maschile che pur desiderandolo, non riescono ad instaurare relazioni affettive e sessuali, covando sentimenti di frustrazione e di rivalsa, in sintesi: uomini che odiano le donne.&nbsp;</p>



<p>In ordine di tempo, l’ultimo frutto avvelenato dell’indottrinamento patriarcale, molto presente nel web con tematiche di odio e di violenza (inneggiare allo stupro è la prassi).&nbsp;</p>



<p>Ebbene, la serie ci mostra come questa nuova “dottrina” sia stata la mano che ha armato il tredicenne, fino a spingerlo ad uccidere il suo oggetto del desiderio che sul social di riferimento lo aveva respinto e deriso.</p>



<p>Ora, questa tematica è così importante quanto terribile da non potersi esaudire in un articolo, ma necessita di ben altri approfondimenti.&nbsp;</p>



<p>Vorrei sottolineare due aspetti.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Mentre ci opponiamo con tutte le nostre forze che l’agenzia educativa primaria (la Scuola) possa svolgere la sua funzione principale, a tal punto che nel 2025 neghiamo ai nostri figli insegnamenti (visti i numeri della violenza di genere, sessuale, omofobia…femminicidi) da cui non si può più prescindere, </li>



<li>li lasciamo completamente soli, in balìa di qualsiasi cosa appaia sul web come – appunto &#8211;   sempiterni stereotipi raccontati come nuove “verità” ammantate anche da pretese scientifiche, partorite da un pensiero patriarcale che raschia il fondo del barile per continuare a legittimare atavici rapporti di forza e di potere che hanno mostrato in ogni modo una visione del mondo asimmetrica in cui vi sono portatori di privilegi e vittime oppresse. </li>
</ol>



<p><strong>La teoria dell’80/20.</strong></p>



<p>L’architrave principale della nuova panzana patriarcale è data da una teoria spuntata non si sa da dove per cui l’80% delle donne sceglie il 20% degli uomini, scartando il restante (già qui, se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere).</p>



<p>Guarda caso, i soggetti “scelti” appartengono alla tipologia definita come ALFA, possibilmente ricchi (lo stereotipo degli stereotipi). Ergo, l’80% dei restanti che rimarrebbero a “bocca asciutta” sarebbero maschi “non alfa”. Un dato palesemente inesistente che sovverte la realtà, ne crea una falsa e la soppianta.&nbsp;</p>



<p>Una teoria basata su una stupidaggine spaziale che si salda con altre, culturalmente e acriticamente interiorizzate. Analizziamola.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il tutto parte dalla narrazione dell’uomo forte, intraprendente, di successo. Il virile condottiero conquistatore, unica modalità di maschio riconosciuta. La narrazione patriarcale per eccellenza e – aggiungo io – di uomini che odiano <strong>anche </strong>gli uomini;</li>



<li>I maschi non alfa, che per primi si riconoscono tali, ma neanche per un secondo pensano di mettere in discussione tale classificazione e rivendicare diversità possibili e altrettanto dignitose (stereotipi interiorizzati);</li>



<li>La teoria avvalora pedissequamente trite dinamiche relazionali per cui con l’altra metà del cielo non possono esistere legami amicali e ci si rapporta esclusivamente in ottica sessuale. </li>



<li>Il sesso non è condivisione, ma un diritto tout court ergo, si è autorizzati allo stupro.</li>



<li>Il rifiuto da parte della donna non è mai da ascrivere ad un loro diritto di scelta, è un torto a prescindere. Per questo, si odiano punto.</li>
</ul>



<p>Ora, che insane fantasie alberghino nelle menti di adulti ormai strutturati, non ci fanno certo dormire sonni tranquilli, ma il pensiero che questi teoremi impregnati di odio e vuoto emotivo possano fare breccia in soggetti che attraversano fasi evolutive delicate come l’adolescenza non solo è intollerabile ma estremamente pericoloso.</p>



<p>Nell’illuminante colloquio del tredicenne omicida con la Psicologa, agghiacciante in certi frangenti, possiamo vedere il dramma in tutta la sua interezza.</p>



<p>Abbiamo un ragazzino, tra l’altro molto intelligente, che una narrazione tossica colloca nella categoria “sfigati” e da tale, diligentemente, si comporta. Per non entrare in conflitto con la figura virile del maschio (perfettamente rappresentata dal padre) che ci viene tradizionalmente profusa a piene mani e in ogni dove, accetta la sua condizione, adducendola all’esclusiva responsabilità della cattiveria femminile. Ed è proprio per sanare il dolore dovuto al rifiuto esplicitato in maniera social (un altro dei tasti dolenti di questo tempo), lo sbeffeggiamento tramite emoji da parte dell’oggetto del suo desiderio, che si convince di essere nel pieno diritto (di morte) di comminare una punizione “esemplare”.&nbsp;</p>



<p>Nello scambio sconvolgente tra Psicologa e giovane omicida emerge la totale mancanza di empatia nei confronti della vittima e l’inconsapevolezza di avere commesso un crimine irrimediabile. Il ragazzo non si pone minimante il problema della morte, dell’annientamento di una vita, per questo non capisce il perché gli se ne faccia una colpa.&nbsp;</p>



<p>In realtà, nella sua mente ancora in formazione, ma perfettamente indottrinata da&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un pensiero di odio; </li>



<li>di potere;</li>



<li>di completo diniego della soggettività dell’altra;</li>



<li>di un mondo che ruota intorno ai bisogni del maschio e tutto il resto sono solo strumenti di soddisfazione degli stessi;</li>
</ul>



<p>la morte della ragazza è il naturale esito per il suo rifiuto, per avergli mancato di rispetto.</p>



<p>Ergo, signori e signore, qui non si tratta di genitori che non conoscono i loro figli (l’interpretazione che va per la maggiore), ma di genitori/società che continuano a perpetuare un modello sociale violento, iniquo, discriminatorio ed escludente.&nbsp;</p>



<p>Un modello sociale di pochi “privilegiati” che hanno la pretesa di decidere della vita e della morte di “altri” vissuti come strumenti per la loro soddisfazione.</p>



<p>Il nome lo sapete già &#8211; ma io ve lo ripeto &#8211; a scanso di equivoci – ed è #Patriarcato.</p>



<p>Se veramente vogliamo bene ai nostri figli, se vogliamo interrompere questa fabbrica di “mostri” che noi perpetuiamo, se non vogliamo rischiare lacrime amare come genitori della vittima o del carnefice…è tempo di cambiare registro. &nbsp;</p>



<p>PierAnna Pischedda, Psicologa&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/03/31/gli-incel-e-lindottrinamento-patriarcale/">Gli INCEL e l’indottrinamento patriarcale</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dinamiche di potere e abuso</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/02/21/dinamiche-di-potere-e-abuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 10:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cultura patriarcale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politiche femminili]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.laboratoriodelpossibile.it/?p=1264</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da queste pagine parliamo spesso di violenza nelle relazioni intime, intendendo con questa definizione l’insieme di comportamenti violenti e di sopraffazione che si agiscono in un legame amoroso.  L’ambito in cui questi si esplicitano fanno pensare che siano limitati alla sfera domestica, da qui la famosa frase “i panni sporchi si lavano in famiglia”, in realtà non è affatto così, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/02/21/dinamiche-di-potere-e-abuso/">Dinamiche di potere e abuso</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da queste pagine parliamo spesso di violenza nelle relazioni intime, intendendo con questa definizione l’insieme di comportamenti violenti e di sopraffazione che si agiscono in un legame amoroso. </p>



<span id="more-1264"></span>



<p>L’ambito in cui questi si esplicitano fanno pensare che siano limitati alla sfera domestica, da qui la famosa frase <em>“i panni sporchi si lavano in famiglia”</em>, in realtà non è affatto così, ma &#8211; per comodità, per quieto vivere, per indifferenza o perché siamo convinti che è così che funziona &#8211; ci piace tanto pensarlo.&nbsp;</p>



<p>Invece no.&nbsp;</p>



<p>Invece, trattandosi di dinamiche di potere (e abuso dello stesso) le ritroviamo anche in ambiti più allargati, molto più allargati.</p>



<p>Vediamone uno, attualissimo.</p>



<p>Da tre anni l’Ucraina (anche se qualcuno lo nega) subisce l’invasione, la distruzione, l’assassinio dei suoi abitanti, la deportazione dei suoi figli più piccoli e tutti gli orrendi delitti che in guerra si moltiplicano e diventano “strutturali”, come stupri e torture.</p>



<p>Li subisce da parte di un maltrattante riconosciuto, non nuovo a queste cose.&nbsp;</p>



<p>Un maltrattante recidivo (lo sono tutti), basta ricordarsi la Crimea nel 2014; la Cecenia; il sostegno al trucidatore siriano…e tanto altro.&nbsp;</p>



<p>Ma la comunità internazionale ha sempre fatto spallucce e non ha mai alzato un dito per difendere la vittima di turno, magari pensando di concedere un “contentino”.</p>



<p>La colpa della vittima &#8211; agli occhi del carnefice &#8211; è di non riconoscere la sua autorità ed avere “pretese” di indipendenza; di volere vivere la sua vita in libertà e con i deprecati standard occidentali (diritti umani, legalità, democrazia, prosperità); il rifiuto dell’isolamento sociale in cui il maltrattante la vorrebbe, per meglio controllarla. &nbsp;</p>



<p>Abbiamo dei vicini (l’Unione Europea), da sempre recalcitranti, che stavolta non possono proprio ignorare quello che succede all’interno di quelle mura, il livello massimo del televisore non è più sufficiente, tantomeno chiudere gli occhi (i bagliori dei bombardamenti risultano piuttosto difficili da oscurare).&nbsp;</p>



<p>Loro malgrado, stavolta, hanno dovuto prendere posizione. &nbsp;</p>



<p>Abbiamo una serie di figure come le <strong><em>scimmie volanti, </em></strong>politici sparsi qua e là (distribuiti nei vari paesi europei), da sempre amici del maltrattante che ricambia generosamente offrendo servizi e finanziamenti per campagne elettorali e propaganda continua.</p>



<p>Infine, abbiamo le istituzioni che dovrebbero garantire la legalità e il rispetto delle regole internazionali di convivenza pacifica tra i popoli, ancora più recalcitranti dei già citati vicini, che giustificano la loro ignavia con le “regole da rispettare”, le stesse che il maltrattante infrange regolarmente e sistematicamente.</p>



<p>Non bastasse questo, adesso arriva un signore piuttosto in là negli anni, bancarottiere, golpista, appena condannato per un affair con una prostituta e molto amico di un signore che amava trastullarsi con le ragazzine; un signore a cui una forma di governo che a me personalmente fa venire l’orticaria, consegna un potere inusitato e pericoloso, soprattutto se lo stesso ha una particolare visione del mondo, da cui sono esclusi tutti quelli che non gli garbano…a seconda dei momenti della giornata, tra l’altro.</p>



<p>Un signore che aveva già ampiamente dimostrato nel primo mandato la sua insofferenza nei confronti dei <em>“lacci e lacciuoli”</em> della convivenza democratica; la totale mancanza di empatia nei confronti dei più deboli; la sua “stravagante” modalità di soluzione di alcuni situazioni internazionali come – una su tutte &#8211; la riconsegna dell’Afghanistan ai talebani, dove adesso, è sotto gli occhi di tutti, <strong>regna</strong> la pace.</p>



<p>Ebbene, questo signore non ci ha messo neanche un mese a ribaltare la situazione a 360° e ad addossare alla vittima tutte le responsabilità, come nella migliore #culturapatriarcale. &nbsp;</p>



<p>E’ stata la vittima a provocare il carnefice.</p>



<p>&nbsp;E’ stata la vittima a volere la guerra, perché attratta dalla libertà e dalla democrazia.</p>



<p>E’ la vittima che persegue il conflitto difendendosi, proteggendo i suoi figli, chiedendo pubblicamente aiuto…esponendo al pubblico ludibrio il carnefice.</p>



<p>Ma ora basta! Ci siamo stufati di questi piagnistei e di questi fastidi.</p>



<p>Il maltrattante non rispetta le regole, è violento, è pericoloso, ma noi ci dobbiamo accordare con lui (e poi è affascinante, sprizza testosterone da tutti i pori).</p>



<p>Perché dovremmo agire nei suoi confronti e consumare energie e risorse?</p>



<p>E’ molto meglio accordarci, spartire una torta… e chi ci va di mezzo amen.</p>



<p>Eserciteremo insieme un abuso, ma lo chiameremo pace (in Italia e in un altro setting bi-genitorialità), siamo sicuri che abboccheranno in tanti (non vedono l’ora).&nbsp;</p>



<p>D’altronde, dobbiamo essere pragmatici, è molto più facile agire su una vittima culturalmente e socialmente “predestinata” ad esserlo.&nbsp;</p>



<p>E’ molto più facile rifarsi su una vittima disarmata invece che su un criminale attrezzato.</p>



<p>D’altronde, si sa, siamo gente di mondo, le leggi, le regole, i diritti, servono e si applicano sempre solo dopo la <em>Legge del più forte,</em> finiamola con il <em>buonismo</em> e l’<em>ingenuità</em>. &nbsp; &nbsp;</p>



<p>Ergo, vittime di tutto il mondo (piccoli Stati, popolazioni razzializzate, fasce della popolazione minoritarie, donne, bambini) sappiatelo, finché non cambierà il modello di potere in uso Voi dovrete chinare la testa ed adeguarvi ai voleri del #quaquatriarca di turno.</p>



<p>A meno che, non vi unite, fate fronte comune contro il carnefice e lo disarcionate.</p>



<p>Non lo farà nessuno se non i diretti interessati.&nbsp;</p>



<p>PierAnna Pischedda, Psicologa&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/02/21/dinamiche-di-potere-e-abuso/">Dinamiche di potere e abuso</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bi-genitorialità e Convenzione di Istanbul: una vergogna italiana</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/02/14/bi-genitorialita-e-convenzione-di-istanbul-una-vergogna-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 09:12:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cultura patriarcale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politiche femminili]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.laboratoriodelpossibile.it/?p=1261</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho appena finito il colloquio settimanale con un’assistita e devo constatare per l’ennesima volta quanto il diritto di famiglia sia stato stravolto (e i diritti di madri e figli minati) da un interpretazione fuorviante del concetto di bi-genitorialità introdotto dalla Legge 54/2006 sull’affido condiviso. E’ probabile che al momento del passaggio parlamentare non tutti (tranne i firmatari del disegno di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/02/14/bi-genitorialita-e-convenzione-di-istanbul-una-vergogna-italiana/">Bi-genitorialità e Convenzione di Istanbul: una vergogna italiana</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho appena finito il colloquio settimanale con un’assistita e devo constatare per l’ennesima volta quanto il diritto di famiglia sia stato stravolto (e i diritti di madri e figli minati) da un interpretazione fuorviante del concetto di <strong>bi-genitorialità </strong>introdotto dalla Legge 54/2006 sull’affido condiviso.</p>



<span id="more-1261"></span>



<p>E’ probabile che al momento del passaggio parlamentare non tutti (tranne i firmatari del disegno di legge) fossero consapevoli dei reali motivi per cui si intendesse integrare la normativa vigente con una banale ovvietà ovvero puntualizzare il diritto dei figli di coppie separate nel non perdere la frequentazione di entrambi i genitori, puntualmente perseguito fino a quel momento. Immagino sarà passata come una delle tante operazioni di propaganda a cui la nostra classe politica ci ha abituati.&nbsp;</p>



<p>Solo qualche anno più tardi, dopo un cospicuo numero di sentenze sempre più discutibili si intravede uno specifico piano: il ripristino del #paterfamilias.&nbsp;</p>



<p>A questo dobbiamo aggiungere come l’interpretazione letterale della bi-genitorialità, si sia rivelato un reale impedimento nel riconoscimento dei casi di violenza domestica, maltrattamenti e abusi sui minori nonché un formidabile strumento di ricatto nelle mani dei maltrattanti/abusanti.</p>



<p>Nello stesso tempo e forse non a caso, dopo dodici anni dalla ratifica della Convenzione di Istanbul, non abbiamo ancora un #reatospecifico di #violenzadomestica, con una sostanziale disapplicazione della stessa.&nbsp;</p>



<p>Evidentemente, il legislatore non ha ritenuto vi fosse necessità né urgenza di colmare questo “gap”. Nonostante un centinaio di femminicidi l’anno (dato costante) e le centinaia di bambini (non è possibile disporre di dati reali al riguardo) istituzionalizzati nelle case famiglia o collocati forzatamente dal genitore non preferito.</p>



<p>Per cui ci troviamo di fronte a casi dove &#8211; in nome del “bene supremo del minore” &#8211; sono state volutamente ignorate sentenze di condanne (anche passate in giudicato) per violenza, maltrattamenti, abusi, dipendenza da stupefacenti, dipendenza da alcol, sempre con la stessa giustificazione: una figura genitoriale da cui non si può prescindere anche se palesemente perniciosa.</p>



<p>Sarà per questo, che le “narrazioni” più gettonate nelle cause di separazione riguardano:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>madri bugiarde, manipolatrici e vendicative che perseguono l’alienazione del padre;</li><li>madri che hanno una “relazione tossica” con il partner e quindi incapaci di proteggere i figli dalle violenze dello stesso;</li><li>madri troppo “brave” che “oscurano” automaticamente l’altra figura genitoriale;</li><li>madri che non aiutano i partner inadeguati a migliorare il legame con i figli;&nbsp;</li><li>madri conflittuali o altamente conflittuali (ovvero?);</li><li>madri ostative, fusionali, istrioniche, aggressive, isteriche…(e chi più ne ha più ne metta).</li><li>figli che rifiutano il padre perché manipolati.</li></ul>



<p>Un bell’assortimento, tutto e il contrario di tutto, che finisce sempre in un unico modo: l’allontanamento dei figli dalla madre, affetti ed amicizie; collocamento in casa famiglia o col genitore meno preferito…o temuto.&nbsp;</p>



<p>Ricapitolando, uno stato dell’arte che definire criminogeno è un complimento.</p>



<p>Uno stato dell’arte dato dalla saldatura dei seguenti fattori:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Il preciso intento politico di limitare diritti di madri e figli;</li><li>Un sistema traballante per mancanza di investimenti e personale specializzato, humus perfetto per la costruzione di una rete omertosa e collusa;</li><li>Il business messo su a vantaggio di figure professionali create all’uopo che si sono aggiunte ad avvocati e consulenti tecnici.&nbsp;</li><li>Il business delle case famiglia: posti di lavoro precario che rappresentano un bacino di voti per chi assegna bandi e convenzioni.</li></ul>



<p>Un fiume di denaro che potrebbe essere impiegato in maniera più funzionale ed efficace, non per ingrassare esclusivamente i redditi dei vari professionisti.</p>



<p>Il tutto, sulla pelle di innocenti, spesso anche vittime di reati gravissimi.</p>



<p>Una vergogna infinita e una violazione continua di diritti umani universali.</p>



<p>Italia, anno domini 2025.</p>



<p>PierAnna Pischedda, Psicologa&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2025/02/14/bi-genitorialita-e-convenzione-di-istanbul-una-vergogna-italiana/">Bi-genitorialità e Convenzione di Istanbul: una vergogna italiana</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diritti, Affettività, Sessualità: una nuova cultura per uomini e donne</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2022/05/16/diritti-affettivita-sessualita-una-nuova-cultura-per-uomini-e-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 16:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[pariopportunità]]></category>
		<category><![CDATA[politiche femminili]]></category>
		<category><![CDATA[sessismo]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.laboratoriodelpossibile.it/?p=965</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vicenda delle molestie al raduno degli alpini,riportano ad una ribalta, che fatica a rimanere illuminata, problemi atavici e gravi per quanto riguarda la relazione uomo-donna. Spiace constatare come siamo lontani da una visione “paritaria” della stessa e l’incapacità di una visione di un altro/a come “compagno di percorso”, soggetto autonomo, portatore di valori e competenze, motore di crescita ed [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2022/05/16/diritti-affettivita-sessualita-una-nuova-cultura-per-uomini-e-donne/">Diritti, Affettività, Sessualità: una nuova cultura per uomini e donne</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La vicenda delle molestie al raduno degli alpini,riportano ad una ribalta, che fatica a rimanere illuminata, problemi atavici e gravi per quanto riguarda la relazione uomo-donna.</p>



<span id="more-965"></span>



<p>Spiace constatare come siamo lontani da una visione “paritaria” della stessa e l’incapacità di una visione di un altro/a come “compagno di percorso”, soggetto autonomo, portatore di valori e competenze, motore di crescita ed evoluzione.</p>



<p>Malgrado, negli ultimi 100 anni siano stati fatti passi significativi in questo senso, viviamo dei giorni particolari a causa di un preoccupante movimento internazionale di estrema destra – razzista, xenofobo, patriarcale – che ha nel suo mirino la cancellazione (dove è possibile) di diritti civili e umani e una significativa limitazione dei diritti delle donne.</p>



<p>Un movimento, che ha come obiettivo il ripristino di un sistema patriarcale dove, un “pater familias” (bianco e cristiano), decide delle vite di moglie e figli come un monarca assoluto (la <strong>violenza istituzionale</strong> nasce da questo).</p>



<p>Si parla, chiaramente, delle democrazie occidentali, fuori da questo perimetro le cose vanno addirittura peggio.</p>



<p>In effetti, il resto del mondo si divide in visioni ideologiche illiberali (imperialismo economico-comunismo cinese, imperialismo russo), visioni castali (India) e visionismaccatamente misogine mascherate/autorizzate da presunte interpretazioni religiose.</p>



<p><strong>Niente per cui stare tranquilli.</strong></p>



<p>Inutile dire che l’obbiettivo principe di queste forze oscurantiste sia il controllo assoluto dei corpi delle donne (<em>sessualità e riproduzione</em>) e la loro <strong>autodeterminazione.</strong></p>



<p>Nel nostro paese, si concretizzano:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>nel costante attacco alla 194;</li><li>nel fallimento cercato (e trovato) della rete dei Consultori, ergo, la negazioni dei servizi al suo interno previsti;</li><li>nella mancanza di politiche femminili in grado di garantire alla donna di portare avanti una gravidanza senza dovere rinunciare al lavoro e alla cittadinanza attiva;</li><li>in una mancanza totale di politiche educative (sessuale, sentimentale, rispetto dell’altro).</li></ul>



<p>Basta guardare i numeri dei femminicidi (punta dell’iceberg della violenza domestica e di genere); i numeri della violenza sessuale e della prostituzione (intesa sia come sfruttamento sia come concezione maschile della sessualità) e tutte quelle (puntuali) manifestazioni pseudoculturali sul ruolo e oggettificazione della figura femminile negli ambiti più disparati.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Contrastare questa cultura e l’interiorizzazione della stessa dovrebbe essere il primo <strong>pensiero</strong> di ogni essere umano libero e amante della libertà.</li><li>Creare reti (di persone e di risorse) in tal senso, uno degli <strong>strumenti</strong> principali.</li><li>Lavorare per creare consapevolezza il primo <strong>obiettivo</strong>.</li></ul>



<p>Non è momento di divisioni.</p>



<p>#sessismo #culturapatriarcale #culturadellostrupro #autodeterminazione #pariopportunità #diritticivili #dirittiumani #politichefemminili</p>



<p>Pieranna Pischedda, Psicologa.</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2022/05/16/diritti-affettivita-sessualita-una-nuova-cultura-per-uomini-e-donne/">Diritti, Affettività, Sessualità: una nuova cultura per uomini e donne</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
