E’ il potere patriarcale, bellezza.
Chissà quante volte e quante donne hanno dovuto chinare la testa davanti a questa affermazione.
Magari con altre parole (l’italiano permette variazioni infinite), ma soprattutto nei fatti.
D’altronde, è di questo che si tratta quando ci si sente rispondere,
“il potere è mio, comando io;
“posso stravolgere o ignorare le regole e ripristinarle quando mi fa comodo”;
“è inutile che protesti o ti ribelli, sei una donna, nessuno ti darà retta e/o ti crederà”;
E’ esattamente ciò che è andato in onda in questi ultimi giorni in questo mortificato paese…ma con un Ma.
Infatti, quella che – a tutti gli effetti – poteva sembrare la classica Ancella, magari ambiziosa (aggettivo che declinato al maschile assume connotazioni positive) ma conscia delle “regole del gioco”, si è rivelata sorprendentemente reattiva…e molto meno ingenua (ed è un complimento).
E’ stata proprio quest’inattesa “resistenza” e la risposta scomposta del Potere (che ringraziamo per averci dato l’occasione di poterne parlare ancora una volta) a costringere il paese a dibattere (mentre il resto del mondo se la ride) su un’apparente love story, finita a causa della moglie di turno che – dopo mesi di sofferenze e umiliazioni pubbliche – decide di tirare le redini e riportare il fedifrago, vittima dell’incantesimo di una pericolosa e arrivista ammaliatrice, sui propri passi.
Non è un caso che la prime reazione del Potere (non è abituato) sia stata di stupore nel constatare l’imprevista combattività della nostra, a cui è seguito un moto di stizza (con qualche spruzzatina di dileggio e disprezzo qua e là), per passare rapidamente allo sconcerto e – infine – alla paura, la stessa che l’elefante prova nel confronti del topo.
A me non interessa entrare nei dettagli di questa ennesima svilente storia che coinvolge i piani alti delle istituzioni e ne mina pesantemente la credibilità, interessa piuttosto evidenziare come il potere non sia nient’altro che un pachiderma che può essere messo in difficoltà dalla velocità e l’imprevedibilità di un topo che non ne riconosca le regole.
Adesso pensiamo ad un insieme di topi, organizzato, coeso e con lo stesso obiettivo…e poi pensate ad un povero elefante terrorizzato.
#consapevolezza #sorellanza #uguaglianza #libertà #diritti #poterepatriarcale
PierAnna Pischedda, Psicologa
