PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEI GIUDIZI CIVILI E NEI GIUDIZI PENALI

Istituto più comunemente noto come “gratuito patrocinio”, il patrocinio a spese delle Stato nei giudici sia civili che penali è disciplinato dal DPR 30.05.2002 n. 115.

Poiché si tratta di istituto a cui si fa frequentemente ricorso soprattutto nelle cause del diritto di famiglia ed è una delle domande più frequenti che gli avvocati si sentono rivolgere al momento del conferimento dell’incarico, cerchiamo di seguito di fornire alcune prime informazioni.

Patrocinio dello Stato nei giudizi civili

Al fine di essere rappresentata in giudizio, sia per agire che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate. L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.). L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse. La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario.

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a € 11.746,68 (decreto Ministero Giustizia del 23.07.2020, GU n. 24 del 30.01.2021). Se l’interessato convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.
Eccezione: si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:

  • luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
  • luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
  • luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

I moduli per le domande sono disponibili presso le stesse Segreterie del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Risulta conveniente consultare le pagine appositamente dedicate da ogni COA, giacché le modalità di presentazione della domanda possono essere variabili.

Il Consiglio dell’Ordine dopo il deposito della domanda

  • valuta la fondatezza delle pretese da far valere e se ricorrono le condizioni per l’ammissibilità,
  • emette entro 10 giorni uno dei seguenti provvedimenti:
    • accoglimento della domanda
    • non ammissibilità della domanda
    • rigetto della domanda
  • trasmette copia del provvedimento all’interessato, al giudice competente e all’Ufficio delle Entrate, per la verifica dei redditi dichiarati.

Se il Consiglio dell’Ordine respinge o dichiara inammissibile l’istanza, questa può essere proposta al magistrato competente per il giudizio che decide con decreto.

Patrocinio a spese dello Stato nei giudizi penali

La domanda di ammissione in ambito penale si presenta presso l’ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo

La domanda deve essere presentata personalmente dall’interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Potrà anche essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.


La domanda, sottoscritta dall’interessato, va presentatain carta semplice 

Il giudice competente dopo la presentazione della domanda
entro 10 giorni
, da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta, verifica l’ammissibilità della domanda e può decidere in uno dei seguenti modi:

  • può dichiarare l’istanza inammissibile
  • può accoglierel’istanza
  • può respingerel’istanza.

Sulla domanda il giudice decide con decreto motivato che viene depositato in cancelleria. Del deposito viene dato avviso all’interessato. Se detenuto, il decreto gli viene notificato. In ogni caso, copia della domanda e del decreto che decide sull’ammissione al beneficio sono trasmesse all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente per la verifica dei redditi dichiarati.

In seguito all’accoglimento dell’istanza, l‘interessato può scegliere un difensore di fiducia tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato tenuti presso il Consiglio dell’Ordine del distretto della competente corte di appello e, nei casi previsti dalla legge, può nominare un consulente tecnico e un investigatore privato autorizzato.

            Gli obblighi e i doveri dell’avvocato.

In entrambi i casi, grava sull’avvocato informare il cliente della possibilità di accedere al patrocinio a spese dello Stato, altrimenti sarà responsabile di inadempimento dell’obbligo informativo. E’ quanto statuito dal Tribunale di Verona, sezione III Civile, con la sentenza depositata il 31 gennaio 2017.

Il Tribunale, in questa ipotesi, non ha fatto altro che dare applicazione oltre che alla legge sopra citata, alle specifiche norme deontologiche che sorreggono l’attività dell’avvocato nel campo del “gratuito patrocinio”.

Il Codice deontologico prescrive

art. 35 c. 4:  l’avvocato, ove ne ricorrano le condizioni, all’atto del conferimento dell’incarico, deve informare la parte assistita della possibilità di avvalersi del patrocinio a spese dello Stato.

art. 11 c. 2: L’avvocato iscritto nell’elenco dei difensori per il patrocinio a spese dello Stato può rifiutare la nomina o recedere dall’incarico conferito dal non abbiente solo per giustificati motivi.

Nel prossimo articolo esamineremo i recenti arresti della Corte costituzionale in tema di liquidazione degli onorari dei consulenti tecnici di ufficio e di parte nel patrocinio a spese dello Stato.

Maria Lovito Avvocata Foro di Matera


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