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	<title>minori Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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	<title>minori Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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		<title>Gestante, madre e genitore 2</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/04/12/gestante-madre-e-genitore-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 16:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi tiene banco la notizia di un neonato lasciatonella “culla per la vita” diun ospedale milanese, il giorno di Pasqua. A farlo è stata sua madre, insieme ad una lettera con la quale spiegava le motivazioni che l’avevano spinta a farlo. Il fatto è diventato immediatamente virale grazie ad un comunicato dell’ospedale e ad un personaggio dello spettacolo che in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi tiene banco la notizia di un neonato lasciatonella “culla per la vita” diun ospedale milanese, il giorno di Pasqua.</p>



<span id="more-1039"></span>



<p>A farlo è stata sua madre, insieme ad una lettera con la quale spiegava le motivazioni che l’avevano spinta a farlo. Il fatto è diventato immediatamente virale grazie ad un comunicato dell’ospedale e ad un personaggio dello spettacolo che in un video-appello sui social invitava la stessa, dietro la promessa di un aiuto-sostegno economico (da parte di chi, non è chiaro, vistol’utilizzo di un generico “noi”),a ritornare sui propri passi in quanto, testuali parole “<em>il tuo bambino merita una mamma vera, non una mamma che dovrà poi occuparsene, ma non è la mamma vera.”</em></p>



<p>Ora<em>,</em> nonvoglio perdere tempo nel commentare quella che, per usare un eufemismo, ritengo una castroneria (mi riferisco al virgolettato), voglio solo utilizzare le modalità di come la vicenda è stata commentata,come spunto di riflessione.</p>



<p>Premesso che, pur non conoscendo le ragioni della donna, ho il massimo rispetto per la decisione presa, da lei ritenuta come la più giusta e adeguata alla situazione, probabilmente l’esempio più alto di amore materno.</p>



<p>Ho – come sempre – letto più di un articolo e svariati &#8211; nonché numerosi &#8211; &nbsp;post sui diversi social per farmi un’idea il più esauriente possibile indi, la cosa che più mi ha colpito in assoluto è questa:</p>



<p>Tolti i commenti di condanna, di sdegno, di pietà, di solidarietà e tutto il resto del circo social-mediatico, NESSUNO si è chiesto o ha nominato il padre del bambino, il genitore 2.</p>



<p>In un paese in cui da settimane si parla solo di “utero in affitto” (termine aberrante), di famiglie “naturali”, di mamme e di papà preventivamente procreatori e in quanto tali unici possibili, questo è sconcertante.</p>



<p>Invece no. Se ci si ferma un attimo a riflettere, è tutto schizofrenicamente normale.</p>



<p>Perché nella realtà, quella vera, quella fatta&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>di accudimento h 24;</li><li>di rinuncia (spesso per sempre) ad una vita professionale;</li><li>di presa in carico totale di una nuova vita;</li><li>di rinuncia alla propria;</li></ul>



<p>lo sappiamo benissimo, è alla donna che “spetta”.</p>



<p>Per questo, nessuno si è posto il problema se – eventualmente esistesse e/o non fosse precedentemente fuggito a gambe levate – di chiedere al genitore 2 che se ne facesse carico lui.</p>



<p>Non ci si pensa proprio, quasi quasi verrebbe da dire “non è naturale pensarlo”.</p>



<p>Certo, qualcuno potrebbe rincarare la dose citando l’<em>istinto materno </em>e quei fantastici-unici-esclusivi-totalizzanti-indimenticabili nove mesi che “legano indissolubilmente” la vita di madre e figlio,per cui ci si aspetta che una donna debba immolare tutta la sua esistenza allo stesso.</p>



<p>Non sarò certo io (non mi passa neanche nell’anticamera del cervello) a sminuire l’importanza del legame madre-figlio;voglio sottolineareinvece, come lo stesso sia stato utilizzato “culturalmente”, fino a essere trasformato in un obbligo, a cui nessuna donna può sottrarsi (almeno così è nelle intenzioni) senza sentirsi sbagliata, inadeguata, incompiuta.</p>



<p>Per non parlare di come &#8211; a livello legale e amministrativo &#8211; con la perdita del cognome di nascita al momento del matrimonio, il potere patriarcale si sia assicurato il controllo e la proprietà e della prole e della gestante (nessuno ci vede una variazione della formula,“utero in affitto”?).</p>



<p>Abbiamo a tal modo interiorizzato tale mistificazione per cui da una parte l’opinione pubblica pretendeche la donna debba essere &#8211; in primis e a prescindere–<strong><em>persempremadre</em></strong> (e moglie), dall’altra i diritti insindacabili e perpetui di un padre-marito, anche se inadeguato-assente-violento.</p>



<p>Sarà “forse” per questo, che nei tribunali si tolgono figli al genitore accudente (alias madri), per consegnarli a genitori violenti, assenti, vendicativi e rifiutati dai figli, in nome di un diritto legato alla biologia,per cui basta essere un mero procreatore piuttosto che un genitore adeguato?</p>



<p>PierAnna Pischedda Psicologa</p>



<p>#patriarcato #violenzaistituzionale #abolizionelegge54 #capacitàgenitoriale #laboratoriodelpossibile</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>Giustizia, Ponzio Pilato e astensionismo</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/03/12/giustizia-ponzio-pilato-e-astensionismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 18:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[affido minori]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La triste notizia che avvelena anche questo fine settimana riguarda la morte della signora malata di cancro che avrebbe voluto vedere suo figlio dodicenne (che non vedeva da oltre un anno) almeno per l’ultima volta.  Detto, devastante reato, si reitera quotidianamente per anni (spesso per decenni) ecolpisce pesantemente numerosi aspetti della vita delle persone che ne sono fatte oggetto. Figlio, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La triste notizia che avvelena anche questo fine settimana riguarda la morte della signora malata di cancro che avrebbe voluto vedere suo figlio dodicenne (che non vedeva da oltre un anno) almeno per l’ultima volta. </p>



<span id="more-1035"></span>



<p>Detto, devastante reato, si reitera quotidianamente per anni (spesso per decenni) ecolpisce pesantemente numerosi aspetti della vita delle persone che ne sono fatte oggetto.</p>



<p>Figlio, “custodito” da un sedicente padre (c’è una bella differenza tra essere padre o procreatore) con la complicità dello stato e grazie al Ponzio Pilato di turno, che alla richiesta disperata di una malata terminale si “riservava” la decisione, probabilmente in attesa che accadesse ciò che è puntualmente accaduto.</p>



<p>Questa vicenda pone in evidenza almeno tre importanti problematiche che influenzano pesantemente e in negativo la vita delle persone che risiedono in questo paese:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>leggi quantomeno discutibili, per non dire criminogene;&nbsp;</li><li>un sistema Giustizia inadeguato (per usare un eufemismo);</li><li>l’astensionismo di milioni di italiani.</li></ul>



<p>Nel caso in questione, tutto si origina da una legge (54/2006) apparentemente di civiltà e attenta ai diritti-bisogni del minore di coppie separate che &#8211;&nbsp; nei fatti &#8211; si è trasformata nel principale strumento di tortura e di abuso nei confronti degli stessi e del genitore accudente. Una legge che, in nome di una bi-genitorialità forzata, più attenta ai desideri degli adulti che alle necessità dei figli, strappa questi ultimi alle proprie esistenze, agli affetti, alle amicizie, recidendo le reti relazionali fino a quel momento costruite per “ripristinare” un legame rifiutato o messo in secondo piano rispetto ad altre figure di riferimento (magari più meritevoli o più presenti?).&nbsp;</p>



<p>Nel caso in questione, la signora defunta si era separata dal coniuge dopo “una vita di maltrattamenti” (fonte Di. Re), ma visto l’aggravarsi delle condizioni di salute aveva acconsentito che il bambino rimanesse temporaneamente con il padre (la figlia maggiore, invece, era rimasta con la signora). Da quel momento (gennaio 2022), il comunque padre, violando “indisturbato” le ordinanze del Tribunale impedirà al figlio e di tornare dalla madre e di poterla salutare per l’ultima volta.&nbsp;</p>



<p>Lascio a voi pensare al dolore e allo strazio di questo bambino quando capirà che non potrà più rivederla.</p>



<p>Che giustizia è quella che si fa prendere a schiaffi dal violento/prepotente di turno; che non difende le vittime; che assiste inerme alla negazione dei diritti umani e non protegge i bambini?&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Pensavamo che le carriere dei Ponzio Pilato si fossero interrotte 2023 anni fa e invece stanno ancora lì, comodamente seduti sugli scranni giudiziari, a disattendere leggi e ad aspettare che qualcuno o qualcosa “risolva” le situazioni per loro, indifferenti alle conseguenze che la loro ignavia-incompetenza provocano.&nbsp;</p>



<p>Lo strazio di questa donna e il dolore di un figlio a cui è stato negato anche l’estremo saluto è l’ennesima pagina nera di una giustizia (ma anche di una politica che le leggi le fa) che sembra più rispondere alle richieste particolari di determinate fasce della popolazione che alla sua funzione originaria ovvero “la volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto, secondo la ragione e la legge.” (Treccani)&nbsp;</p>



<p>Figlio, “custodito” da un sedicente padre (c’è una bella differenza tra essere padre o procreatore) con la complicità dello stato e grazie al Ponzio Pilato di turno, che alla richiesta disperata di una malata terminale si “riservava” la decisione, probabilmente in attesa che accadesse ciò che è puntualmente accaduto.</p>



<p>Questa vicenda pone in evidenza almeno tre importanti problematiche che influenzano pesantemente e in negativo la vita delle persone che risiedono in questo paese:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>leggi quantomeno discutibili, per non dire criminogene;&nbsp;</li><li>un sistema Giustizia inadeguato (per usare un eufemismo);</li><li>l’astensionismo di milioni di italiani.</li></ul>



<p>Nel caso in questione, tutto si origina da una legge (54/2006) apparentemente di civiltà e attenta ai diritti-bisogni del minore di coppie separate che &#8211;&nbsp; nei fatti &#8211; si è trasformata nel principale strumento di tortura e di abuso nei confronti degli stessi e del genitore accudente. Una legge che, in nome di una bi-genitorialità forzata, più attenta ai desideri degli adulti che alle necessità dei figli, strappa questi ultimi alle proprie esistenze, agli affetti, alle amicizie, recidendo le reti relazionali fino a quel momento costruite per “ripristinare” un legame rifiutato o messo in secondo piano rispetto ad altre figure di riferimento (magari più meritevoli o più presenti?).&nbsp;</p>



<p>Nel caso in questione, la signora defunta si era separata dal coniuge dopo “una vita di maltrattamenti” (fonte Di. Re), ma visto l’aggravarsi delle condizioni di salute aveva acconsentito che il bambino rimanesse temporaneamente con il padre (la figlia maggiore, invece, era rimasta con la signora). Da quel momento (gennaio 2022), il comunque padre, violando “indisturbato” le ordinanze del Tribunale impedirà al figlio e di tornare dalla madre e di poterla salutare per l’ultima volta.&nbsp;</p>



<p>Lascio a voi pensare al dolore e allo strazio di questo bambino quando capirà che non potrà più rivederla.</p>



<p>Che giustizia è quella che si fa prendere a schiaffi dal violento/prepotente di turno; che non difende le vittime; che assiste inerme alla negazione dei diritti umani e non protegge i bambini?&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Pensavamo che le carriere dei Ponzio Pilato si fossero interrotte 2023 anni fa e invece stanno ancora lì, comodamente seduti sugli scranni giudiziari, a disattendere leggi e ad aspettare che qualcuno o qualcosa “risolva” le situazioni per loro, indifferenti alle conseguenze che la loro ignavia-incompetenza provocano.&nbsp;</p>



<p>Lo strazio di questa donna e il dolore di un figlio a cui è stato negato anche l’estremo saluto è l’ennesima pagina nera di una giustizia (ma anche di una politica che le leggi le fa) che sembra più rispondere alle richieste particolari di determinate fasce della popolazione che alla sua funzione originaria ovvero “la volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto, secondo la ragione e la legge.” (Treccani)&nbsp;</p>



<p>In ultimo, mi rivolgo ai connazionali che non vanno a votare, a quei milioni di novelli Ponzio Pilato che se ne lavano le mani pensando che tocchi sempre a qualcun altro fare la loro parte salvo poi lamentarsi. I primi colpevoli siete proprio voi, perché la vostra indifferenza, il vostro menefreghismo permette a pochi di decidere (a proprio vantaggio) per tutti/e. &nbsp; &nbsp;</p>



<p></p>



<p>Pieranna Pischedda, Psicologa.</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>Il sistema, a cosa serve…e chi tutela?</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2022/04/30/il-sistema-a-cosa-servee-chi-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 13:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[affido minori]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il quotidiano (ma non unico), vocale di una madre preoccupata per il benessere psicofisico dei propri figli (minori) alle prese con un padre quasi sempre assente, che non dimostra nessun interesse per la loro vita, della quale ignora qualsiasi aspetto, bisogni, paure (tranne quelli puntualmente e pervicacemente comunicati dalla madre),&#160; Mi chiedo &#160;In virtù di una legge (ma non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo il quotidiano (ma non unico), vocale di una madre preoccupata per il benessere psicofisico dei propri figli (minori) alle prese con un padre quasi sempre assente, che non dimostra nessun interesse per la loro vita,</p>



<span id="more-960"></span>



<p>della quale ignora qualsiasi aspetto, bisogni, paure (tranne quelli puntualmente e pervicacemente comunicati dalla madre),&nbsp;</p>



<p><strong>Mi chiedo</strong></p>



<p>&nbsp;In virtù di una legge (ma non solo) che ci “racconta” del diritto di un figlio minore a mantenere entrambi i legami genitoriali al momento della separazione degli stessi,&nbsp;</p>



<p><strong>Come</strong></p>



<p>il sistema intende garantire, ai minori, l’esercizio di questo (sacrosanto) diritto? &nbsp;</p>



<p>La domanda è lecita, perché – giornalmente &#8211; mi confronto e mi trovo a supportare genitori (in realtà, solo madri) separati che, continuamente, si trovano a dare risposte e a sopperire alle mancanze dell’altro che – a parole – davanti al Giudice, dichiarano amore per i propri figli ma, una volta ottenuto ciò che vogliono (ad esempio, una decurtazione del mantenimento degli stessi a fronte di una collocazione equamente condivisa) spariscono, per ripresentarsi in prossimità di qualche scadenza giudiziaria e alla vigilia di eventi festivi da onorare, soprattutto agli occhi della collettività.</p>



<p><strong>Ergo</strong></p>



<p>Cosa fa il sistema, quando un genitore non paga il mantenimento, non si prende cura dei figli “tanto amati”, non se ne fa carico nei giorni a lui spettanti &#8211; chiesti ed ottenuti – disinteressandosi completamente delle difficoltà in cui li lascia? NULLA.</p>



<p>&nbsp;Cosa fa il sistema, una volta che &#8211; arrivata allo stremo – la signora si decide a denunciare l’inadempienza del “padre dell’anno” (dipendente pubblico, funzionario, che nel frattempo intascava gli assegni familiari)?&nbsp;</p>



<p>Manda forse i Servizi Sociali a fare un’ispezione? NO.&nbsp;</p>



<p>Manda forse i Servizi Sociali o uno Psicologo a verificare l’eventuale danno subito dai minori (e fornire un sostegno) a causa dell’assenza del padre e per le ristrettezze subite? NO</p>



<p>Ha mai pensato il sistema che, FORSE quel padre &#8211; inadempiente dal punto di vista affettivo ed economico &#8211; sia inadeguato, indi, si renda opportuno cambiare la tipologia di affido, aumentare l’importo del mantenimento e consigliare “caldamente” un percorso di genitorialità? NO &nbsp;</p>



<p>Ha mai pensato il sistema che, FORSE, quella madre, possa essere impossibilitata anche a cercare uno straccio di lavoro (lasciato anni prima, per prendersi cura dei bambini) dal momento che – vista l’inaffidabilità-indisponibilità del padre – non è in grado di garantire, a qualsiasi datore di lavoro, neanche un minimo numero fisso di ore? NO &nbsp;</p>



<p>Cosa fa il sistema per aiutare la madre ad aiutare i figli a gestire il dolore, a gestire quello stato altalenante di illusione/delusione nei confronti del padre? NIENTE.</p>



<p><strong>Semmai</strong>, il sistema, se proprio deve, individua la madre come colpevole:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>perché non abbastanza collaborativa/comprensiva;</li><li>perché si pone nei confronti dell’ex in maniera conflittuale;</li><li>perché (questa è grandiosa!) non capisce i “limiti” del papà e quando li capisce non lo aiuta a superarli.&nbsp;</li></ul>



<p>E su queste “terribili”, “inaudite” colpe che molte di loro si vedono sottratte i figli, a favore di quello stesso padre &#8211; nel migliore dei casi &#8211; inadeguato o di una casa famiglia.&nbsp;</p>



<p>Questa, è la vita di una madre (e figli), con un ex indegno sia come uomo che come padre, in Italia, nel 2022.</p>



<p>A questo punto, mi ripeto e faccio a VOI la domanda:&nbsp;</p>



<p><strong>Il sistema, a cosa serve…e chi tutela?</strong></p>



<p><strong>Dott.ssa Pieranna Pischedda</strong></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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