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	<title>affido minori Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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	<title>affido minori Archivi - Laboratorio Del Possibile</title>
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		<title>Giustizia, Ponzio Pilato e astensionismo</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/03/12/giustizia-ponzio-pilato-e-astensionismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 18:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[affido minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La triste notizia che avvelena anche questo fine settimana riguarda la morte della signora malata di cancro che avrebbe voluto vedere suo figlio dodicenne (che non vedeva da oltre un anno) almeno per l’ultima volta.  Detto, devastante reato, si reitera quotidianamente per anni (spesso per decenni) ecolpisce pesantemente numerosi aspetti della vita delle persone che ne sono fatte oggetto. Figlio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2023/03/12/giustizia-ponzio-pilato-e-astensionismo/">Giustizia, Ponzio Pilato e astensionismo</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
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<p>La triste notizia che avvelena anche questo fine settimana riguarda la morte della signora malata di cancro che avrebbe voluto vedere suo figlio dodicenne (che non vedeva da oltre un anno) almeno per l’ultima volta. </p>



<span id="more-1035"></span>



<p>Detto, devastante reato, si reitera quotidianamente per anni (spesso per decenni) ecolpisce pesantemente numerosi aspetti della vita delle persone che ne sono fatte oggetto.</p>



<p>Figlio, “custodito” da un sedicente padre (c’è una bella differenza tra essere padre o procreatore) con la complicità dello stato e grazie al Ponzio Pilato di turno, che alla richiesta disperata di una malata terminale si “riservava” la decisione, probabilmente in attesa che accadesse ciò che è puntualmente accaduto.</p>



<p>Questa vicenda pone in evidenza almeno tre importanti problematiche che influenzano pesantemente e in negativo la vita delle persone che risiedono in questo paese:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>leggi quantomeno discutibili, per non dire criminogene;&nbsp;</li><li>un sistema Giustizia inadeguato (per usare un eufemismo);</li><li>l’astensionismo di milioni di italiani.</li></ul>



<p>Nel caso in questione, tutto si origina da una legge (54/2006) apparentemente di civiltà e attenta ai diritti-bisogni del minore di coppie separate che &#8211;&nbsp; nei fatti &#8211; si è trasformata nel principale strumento di tortura e di abuso nei confronti degli stessi e del genitore accudente. Una legge che, in nome di una bi-genitorialità forzata, più attenta ai desideri degli adulti che alle necessità dei figli, strappa questi ultimi alle proprie esistenze, agli affetti, alle amicizie, recidendo le reti relazionali fino a quel momento costruite per “ripristinare” un legame rifiutato o messo in secondo piano rispetto ad altre figure di riferimento (magari più meritevoli o più presenti?).&nbsp;</p>



<p>Nel caso in questione, la signora defunta si era separata dal coniuge dopo “una vita di maltrattamenti” (fonte Di. Re), ma visto l’aggravarsi delle condizioni di salute aveva acconsentito che il bambino rimanesse temporaneamente con il padre (la figlia maggiore, invece, era rimasta con la signora). Da quel momento (gennaio 2022), il comunque padre, violando “indisturbato” le ordinanze del Tribunale impedirà al figlio e di tornare dalla madre e di poterla salutare per l’ultima volta.&nbsp;</p>



<p>Lascio a voi pensare al dolore e allo strazio di questo bambino quando capirà che non potrà più rivederla.</p>



<p>Che giustizia è quella che si fa prendere a schiaffi dal violento/prepotente di turno; che non difende le vittime; che assiste inerme alla negazione dei diritti umani e non protegge i bambini?&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Pensavamo che le carriere dei Ponzio Pilato si fossero interrotte 2023 anni fa e invece stanno ancora lì, comodamente seduti sugli scranni giudiziari, a disattendere leggi e ad aspettare che qualcuno o qualcosa “risolva” le situazioni per loro, indifferenti alle conseguenze che la loro ignavia-incompetenza provocano.&nbsp;</p>



<p>Lo strazio di questa donna e il dolore di un figlio a cui è stato negato anche l’estremo saluto è l’ennesima pagina nera di una giustizia (ma anche di una politica che le leggi le fa) che sembra più rispondere alle richieste particolari di determinate fasce della popolazione che alla sua funzione originaria ovvero “la volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto, secondo la ragione e la legge.” (Treccani)&nbsp;</p>



<p>Figlio, “custodito” da un sedicente padre (c’è una bella differenza tra essere padre o procreatore) con la complicità dello stato e grazie al Ponzio Pilato di turno, che alla richiesta disperata di una malata terminale si “riservava” la decisione, probabilmente in attesa che accadesse ciò che è puntualmente accaduto.</p>



<p>Questa vicenda pone in evidenza almeno tre importanti problematiche che influenzano pesantemente e in negativo la vita delle persone che risiedono in questo paese:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>leggi quantomeno discutibili, per non dire criminogene;&nbsp;</li><li>un sistema Giustizia inadeguato (per usare un eufemismo);</li><li>l’astensionismo di milioni di italiani.</li></ul>



<p>Nel caso in questione, tutto si origina da una legge (54/2006) apparentemente di civiltà e attenta ai diritti-bisogni del minore di coppie separate che &#8211;&nbsp; nei fatti &#8211; si è trasformata nel principale strumento di tortura e di abuso nei confronti degli stessi e del genitore accudente. Una legge che, in nome di una bi-genitorialità forzata, più attenta ai desideri degli adulti che alle necessità dei figli, strappa questi ultimi alle proprie esistenze, agli affetti, alle amicizie, recidendo le reti relazionali fino a quel momento costruite per “ripristinare” un legame rifiutato o messo in secondo piano rispetto ad altre figure di riferimento (magari più meritevoli o più presenti?).&nbsp;</p>



<p>Nel caso in questione, la signora defunta si era separata dal coniuge dopo “una vita di maltrattamenti” (fonte Di. Re), ma visto l’aggravarsi delle condizioni di salute aveva acconsentito che il bambino rimanesse temporaneamente con il padre (la figlia maggiore, invece, era rimasta con la signora). Da quel momento (gennaio 2022), il comunque padre, violando “indisturbato” le ordinanze del Tribunale impedirà al figlio e di tornare dalla madre e di poterla salutare per l’ultima volta.&nbsp;</p>



<p>Lascio a voi pensare al dolore e allo strazio di questo bambino quando capirà che non potrà più rivederla.</p>



<p>Che giustizia è quella che si fa prendere a schiaffi dal violento/prepotente di turno; che non difende le vittime; che assiste inerme alla negazione dei diritti umani e non protegge i bambini?&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Pensavamo che le carriere dei Ponzio Pilato si fossero interrotte 2023 anni fa e invece stanno ancora lì, comodamente seduti sugli scranni giudiziari, a disattendere leggi e ad aspettare che qualcuno o qualcosa “risolva” le situazioni per loro, indifferenti alle conseguenze che la loro ignavia-incompetenza provocano.&nbsp;</p>



<p>Lo strazio di questa donna e il dolore di un figlio a cui è stato negato anche l’estremo saluto è l’ennesima pagina nera di una giustizia (ma anche di una politica che le leggi le fa) che sembra più rispondere alle richieste particolari di determinate fasce della popolazione che alla sua funzione originaria ovvero “la volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto, secondo la ragione e la legge.” (Treccani)&nbsp;</p>



<p>In ultimo, mi rivolgo ai connazionali che non vanno a votare, a quei milioni di novelli Ponzio Pilato che se ne lavano le mani pensando che tocchi sempre a qualcun altro fare la loro parte salvo poi lamentarsi. I primi colpevoli siete proprio voi, perché la vostra indifferenza, il vostro menefreghismo permette a pochi di decidere (a proprio vantaggio) per tutti/e. &nbsp; &nbsp;</p>



<p></p>



<p>Pieranna Pischedda, Psicologa.</p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<title>Il sistema, a cosa serve…e chi tutela?</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2022/04/30/il-sistema-a-cosa-servee-chi-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 13:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[affido minori]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il quotidiano (ma non unico), vocale di una madre preoccupata per il benessere psicofisico dei propri figli (minori) alle prese con un padre quasi sempre assente, che non dimostra nessun interesse per la loro vita, della quale ignora qualsiasi aspetto, bisogni, paure (tranne quelli puntualmente e pervicacemente comunicati dalla madre),&#160; Mi chiedo &#160;In virtù di una legge (ma non [&#8230;]</p>
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<p>Dopo il quotidiano (ma non unico), vocale di una madre preoccupata per il benessere psicofisico dei propri figli (minori) alle prese con un padre quasi sempre assente, che non dimostra nessun interesse per la loro vita,</p>



<span id="more-960"></span>



<p>della quale ignora qualsiasi aspetto, bisogni, paure (tranne quelli puntualmente e pervicacemente comunicati dalla madre),&nbsp;</p>



<p><strong>Mi chiedo</strong></p>



<p>&nbsp;In virtù di una legge (ma non solo) che ci “racconta” del diritto di un figlio minore a mantenere entrambi i legami genitoriali al momento della separazione degli stessi,&nbsp;</p>



<p><strong>Come</strong></p>



<p>il sistema intende garantire, ai minori, l’esercizio di questo (sacrosanto) diritto? &nbsp;</p>



<p>La domanda è lecita, perché – giornalmente &#8211; mi confronto e mi trovo a supportare genitori (in realtà, solo madri) separati che, continuamente, si trovano a dare risposte e a sopperire alle mancanze dell’altro che – a parole – davanti al Giudice, dichiarano amore per i propri figli ma, una volta ottenuto ciò che vogliono (ad esempio, una decurtazione del mantenimento degli stessi a fronte di una collocazione equamente condivisa) spariscono, per ripresentarsi in prossimità di qualche scadenza giudiziaria e alla vigilia di eventi festivi da onorare, soprattutto agli occhi della collettività.</p>



<p><strong>Ergo</strong></p>



<p>Cosa fa il sistema, quando un genitore non paga il mantenimento, non si prende cura dei figli “tanto amati”, non se ne fa carico nei giorni a lui spettanti &#8211; chiesti ed ottenuti – disinteressandosi completamente delle difficoltà in cui li lascia? NULLA.</p>



<p>&nbsp;Cosa fa il sistema, una volta che &#8211; arrivata allo stremo – la signora si decide a denunciare l’inadempienza del “padre dell’anno” (dipendente pubblico, funzionario, che nel frattempo intascava gli assegni familiari)?&nbsp;</p>



<p>Manda forse i Servizi Sociali a fare un’ispezione? NO.&nbsp;</p>



<p>Manda forse i Servizi Sociali o uno Psicologo a verificare l’eventuale danno subito dai minori (e fornire un sostegno) a causa dell’assenza del padre e per le ristrettezze subite? NO</p>



<p>Ha mai pensato il sistema che, FORSE quel padre &#8211; inadempiente dal punto di vista affettivo ed economico &#8211; sia inadeguato, indi, si renda opportuno cambiare la tipologia di affido, aumentare l’importo del mantenimento e consigliare “caldamente” un percorso di genitorialità? NO &nbsp;</p>



<p>Ha mai pensato il sistema che, FORSE, quella madre, possa essere impossibilitata anche a cercare uno straccio di lavoro (lasciato anni prima, per prendersi cura dei bambini) dal momento che – vista l’inaffidabilità-indisponibilità del padre – non è in grado di garantire, a qualsiasi datore di lavoro, neanche un minimo numero fisso di ore? NO &nbsp;</p>



<p>Cosa fa il sistema per aiutare la madre ad aiutare i figli a gestire il dolore, a gestire quello stato altalenante di illusione/delusione nei confronti del padre? NIENTE.</p>



<p><strong>Semmai</strong>, il sistema, se proprio deve, individua la madre come colpevole:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>perché non abbastanza collaborativa/comprensiva;</li><li>perché si pone nei confronti dell’ex in maniera conflittuale;</li><li>perché (questa è grandiosa!) non capisce i “limiti” del papà e quando li capisce non lo aiuta a superarli.&nbsp;</li></ul>



<p>E su queste “terribili”, “inaudite” colpe che molte di loro si vedono sottratte i figli, a favore di quello stesso padre &#8211; nel migliore dei casi &#8211; inadeguato o di una casa famiglia.&nbsp;</p>



<p>Questa, è la vita di una madre (e figli), con un ex indegno sia come uomo che come padre, in Italia, nel 2022.</p>



<p>A questo punto, mi ripeto e faccio a VOI la domanda:&nbsp;</p>



<p><strong>Il sistema, a cosa serve…e chi tutela?</strong></p>



<p><strong>Dott.ssa Pieranna Pischedda</strong></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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		<item>
		<title>Bi-genitorialità, Affido condiviso, storture del sistema: riflessioni e domande</title>
		<link>https://www.laboratoriodelpossibile.it/2022/03/29/bi-genitorialita-affido-condiviso-storture-del-sistema-riflessioni-e-domande/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboratorio Del Possibile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 17:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[affido minori]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza legale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa c’è stata un’importante sentenza della Corte di Cassazione in merito ad una vicenda di affido di un minore, già nota alle cronache e per la sua durata e per la “battaglia giudiziaria” intrapresa dai due genitori per l’affidamento del figlio. Nove anni di calvario giudiziario, soprattutto per il minore, paradossalmente, il soggetto cui si intendeva proteggere e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it/2022/03/29/bi-genitorialita-affido-condiviso-storture-del-sistema-riflessioni-e-domande/">Bi-genitorialità, Affido condiviso, storture del sistema: riflessioni e domande</a> proviene da <a href="https://www.laboratoriodelpossibile.it">Laboratorio Del Possibile</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Qualche giorno fa c’è stata un’importante sentenza della Corte di Cassazione in merito ad una vicenda di affido di un minore, già nota alle cronache e per la sua durata e per la “battaglia giudiziaria” intrapresa dai due genitori per l’affidamento del figlio. Nove anni di calvario giudiziario, soprattutto per il minore, paradossalmente, il soggetto cui si intendeva proteggere e garantire i diritti.</p>



<span id="more-949"></span>



<p>La Cassazione è intervenuta in merito ad una sentenza di sospensione della responsabilità genitoriale della madre e, conseguentemente, sul prelievo coatto del bambino per sistemazione in casa famiglia. Tutto questo in nome di una</p>



<p>bi-genitorialità o meglio del diritto del minore a mantenere la relazione con entrambi i genitori anche in caso di separazione.</p>



<p>In questa sentenza della Corte vengono evidenziate tutte le criticità della <strong>Legge 54 del 2006 </strong>(sull’affido condiviso) e di alcuni strumenti e azioni a disposizione del Giudice.</p>



<p>Nello specifico,sulla consulenza tecnica d’ufficio e un uso controverso della stessa; sull’utilizzo, da parte di una certa Psicologia forense, di teorie ascientifiche (<strong><em>alienazione parentale, sindrome della madre malevola</em></strong>,) atte a validare un concetto di bi-genitorialità che, invece di salvaguardare il diritto del minore lo riconduce, di fatto, a status di oggetto di possesso degli adulti, privandolo anche del diritto di parola e di scelta, in barba alla <em>Convenzione di New York</em> e alla <em>Carta dei diritti del fanciullo.</em></p>



<p>Non intendo dilungarmi oltre nel merito della vicenda, vorrei invece soffermarmi &#8211; sotto forma di domanda &#8211; su alcuni aspetti che questa (rappresentativa di tante, troppe) haportato all’attenzione dell’opinione pubblica. Aspetti, che hanno generato sofferenze indicibili in esseri umani innocenti e indifesi, che la legge avrebbe dovuto, invece, tutelare.</p>



<p>Ergo, mi chiedo e chiedo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Come è stato possibile che una pseudo teoria scientifica (mai riconosciuta), possa essere stata divulgata e insegnata in corsi universitari e di formazione. <strong>Chi</strong>, ha <strong>permesso </strong>questo? Chi, ha permesso che la stessa entrasse nei Tribunali e diventasse “Vangelo”?</li><li>Cosa fare, adesso, con una (quasi) intera classe di Psicologi Giuridici (tirata su con questa spazzatura) che necessita di una nuova formazione (per usare un termine,a molti di loro caro, da<em> Resettare</em>)?</li><li>Come è possibile che nei nostri tribunali vi siano operatori che agiscono disattendendo (ignoranza, malafede,sistema inefficiente?) Leggi su reati specifici(vedi violenza domestica),delle cui conseguenze leggiamo quotidianamente nelle pagine di cronaca nera, per trincerarsi (e condannare) dietro al termine <em>Conflitto</em>senza mai entrare nel merito e nella comprensione/analisidelle azioni/reazioni?</li><li>Dovremmo chiedere al legislatore, quali fossero le reali intenzioni nell’elaborazione di una legge che, di fatto, si è rivelata punitiva e nei confronti dei figli e nei confronti del genitore più accudente (in gran parte madri):la legge 54 del 2006, si è rivelata, in realtà, una micidiale arma nelle mani di genitori violenti nonché una tortura reiterata per le loro vittime, in balia anche di un sistema a sua volta (inconsapevolmente?) maltrattante e– di conseguenza –dalla parte del carnefice di turno.Il legislatore è chiamato ad adoperarsi prontamente per una sostanziale riformulazione della stessa…e se ne ha il coraggio, chiedere scusa.</li><li>Al Ministero della Giustizia chiediamo di farsi carico di una profonda azione riformatrice del sistema. Percorsi specialistici per Giudici e Magistrati; formazione specifica e certificata;monitoraggio costante e puntuale dell’efficienza dei Tribunali ed eventuali azioni disciplinari;tempi meno lunghi, certezza del diritto.</li></ul>



<p>Per finire – e qui la questione si allarga e si fa ancora più seria – qualcuno/asiè mai chiesto come, da un certo momento storico in poi, un po’ ovunque in Europa, ma particolarmente in Italia, Polonia, Ungheria, ci siano stati dei veri e propri attacchi ai diritti delle donne, alla limitazione degli esistenti e la negazione di altri?</p>



<p>Non avete notato anche voi il tentativo – a volte sfacciato, a volte mascherato – di riportare la donna al ruolo di ancella-angelo del focolare-madre-infermiera, dipendente economicamente e socialmente dal maschio di turno (padre, marito)?</p>



<p><strong>No?</strong></p>



<p>Lo chiedo, perché la legge 54 e la “disattenzione” nei confronti della <strong><em>Convenzione di Istanbul</em></strong>, che nei nostri tribunali rappresenta la “regola”, sono a pieno titolo inserite in questo disegno.</p>



<p>A buon intenditore…</p>



<p>Dott.ssa Pieranna Pischedda</p>



<p>Psicologo giuridico.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-regular-font-size"></p>
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