Cosa ci spinge ad essere accoglienza?
È stato in un lungo periodo di bisogno personale che ho percepito sulla mia pelle il problema della violenza femminile ad un certo punto ti accorgi che ti sei annientata per amore, sei stata soggiogata dall’idea che tu e il tuo uomo foste una sola cosa: che perdonare continuamente fosse amore; poi, ad un certo punto, ti accorgi anche, che da sola non sapresti come fare con dei figli da crescere.
Ecco, in questo breve riassunto di un pezzo di vita, è racchiuso il problema di noi donne. Oggi sono una volontaria evoglio che la mia storia abbia un senso e insieme a tutte, collaborando unite possiamo aiutare le nostre sorelle in difficoltà anche se sono certa che, come ripete spesso la nostra Presidente, si deve puntare sull’educazione dei sentimenti” e sulla possibilità con l’aiuto delle Istituzioni di reinserire le donne nel mondo del lavoro.Obiettivi? Continuare il cammino senza avere fretta di arrivare in “cima”. Il mondo ancora “maschilista” non ci spianerà la strada. Continuare con una strategia di continuità, di impegno insistente, di impegno morale per la società che si possa definire “civile”. Naturalmente, la bassezza morale nei comportamenti non è legata solo al mondo femminile, ma è una condizione culturale che pervade molti aspetti relazionali; si spero con tutto il cuore che la nostra attività possa contribuire a fare risplendere la gioia in questo mondo malato. (Concetta Cantelmi)
Volontaria, sensibile alle problematiche femminili. Ho trovato nel Laboratorio del possibile l’impegno, la serietà, la competenza che mi hanno fortemente motivata nell’entrarvi a far parte. (Ippolita Secco)
Volontaria del laboratorio del Possibile. Un giorno, l’ennesima donna uccisa da un uomo che aveva giurato di proteggerla, ha fatto scattare in me una rabbia sorda. E’ iniziata così! Pensi “ora basta” e provi a fare qualcosa. Cosa? Qualsiasi cosa. Sono solo una volontaria ma quel “solo” insieme ad altri mille “solo” può aiutarci a proteggerci. (Maria Berti )
