Perseverare nell’errare

Prendo spunto da una notizia di un anno fa per fare alcune riflessioni.

Ravviso una sorta di incapacità o di “perseveranza nell’errare” per quanto riguarda il contrasto dei reati contro la persona che rientrano in quella sfera di comportamenti violenti – esercitati e sistematicamente ripetuti – che vanno sotto le definizioni di violenza domestica, violenza di genere, bullismo:

·         l’isolamento (prima) delle vittime, la loro sovraesposizione (mediatica e istituzionale) dopo (a reato accertato) nonché la ricerca incessante di “comportamenti di colpevolezza” volti ad attenuare le responsabilità dell’offender.

·         Il garantismo e il giustificazionismo esasperato (deresponsabilizzazione) nei confronti del presunto autore di reato.

·         La percezione netta e spiacevole (consultare cronache e statistiche) che gli strumenti messi in campo siano inefficaci e parziali.

La notizia: una bambina di 11 anni, vittima di bullismo (aggressioni fisiche comprese), costretta a cambiare scuola (che avrebbe dovuto proteggerla) per poter ricominciare a vivere serenamente. Dall’altra parte, un bullo (e la sua famiglia), nei confronti del quale non conosciamo nessuna azione rispetto ai suoi comportamenti: questo ci autorizza a pensare che continui “serenamente” nelle sue piacevoli abitudini.

Se chiudiamo gli occhi e cambiamo scena è esattamente quello che succede nei casi di violenza domestica.

Madri e figli che vengono mandati in strutture protette (con limitazione della libertà e stravolgimento del quotidiano) e il colpevole libero di continuare nelle sue quotidianità e, spesso (troppo), di poter continuare – indisturbato – ad agire le suddette condotte di reato.

Appare evidente che abbiamo delle difficoltà nella gestione e contrasto dei reati che riguardano direttamente le relazioni umane/affettive/sentimentali e l’organizzazione/struttura sociale delle stesse (matrimonio, famiglia).

Trattasi di un problema serio e urgente che richiede l’attenzione e la mobilitazione di tutti, perché tutti riguarda, vittime e carnefici, di ieri, di oggi, di domani…nessuno escluso. 

#Responsabilità; #Condivisione; #Cooperazione; #Educazione ai sentimenti; saranno queste (insieme alla certezza del diritto e della pena) le parole chiave dei prossimi anni.

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